Mbakogu e Diakitè, dall’Africa per sfondare

Mbakogu e Diakitè, dall’Africa per sfondare

Il primo gol non si scorda mai. Tanto più quando non sei ancora maggiorenne, giochi temporaneamente in prima squadra e all’orizzonte hai un futuro da calciatore. Con il Belluno è stata una domenica da incorniciare per due baby biancoscudati in forza alla Primavera: Jerry Mbagoku (1992) e Adam Diakite (classe 1993).

MBAKOGU. Ha cittadinanza nigeriana. Da cinque anni è biancoscudati, anche se la stagione scorsa ha giocato in prestito al Palermo (21 gol tra campionato Primavera, Coppa Italia e Viareggio). «Sono contento per la rete e per come ho giocato. Allenatore e compagni mi hanno fatto i complimenti, è stato bello». E aggiunge: «Mi trovo bene. Il Palermo voleva esercitare il riscatto, ma sono voluto tornare. A Villabassa abbiamo lavorato molto bene, e i compagni mi hanno aiutato per ambientarmi: su tutti Italiano, che mi ha guidato nei giorni di ritiro». Su Calori: «Mi piace come lavora, è molto bravo. Penso di potere crescere molto con lui». Giocatore preferito? «Drogba, il migliore attaccante africano. Una punta completa, e mi vedo molto in lui come stile di gioco e caratteristiche fisiche. A Palermo mi chiamavano anche in prima squadra con il suo nome».

Ieri era a Scorzè, dove vivono i genitori. «Sono qui con la mia famiglia da sette anni. Giocavo nello Scorzè quando il Padova mi ha preso». Studi? «Faccio ragioneria, ce la metto tutta per andare avanti anche lì».

DIAKITE. Ha cittadinanza ivoriana e italiana. Ed è biancoscudato da quattro stagioni. «Speriamo che sia uno dei tanti gol. C’è stata una sponda di Jidayi e sono riuscita a girarla in porta. È stata una grande gioia». Sui compagni: «Tutti cercano di aiutarti, di darti dei consigli e di metterti a tuo agio per cercare di non sentire la pressione. È un ottimo gruppo». E Calori? «Una persona non di tante parole, ma sono sempre importanti. E sa bene come farsi capire». Ieri Diakite era a Perugia: «È qui che vivono i miei genitori. Sono nato in Costa d’Avorio, e siamo arrivati quando avevo 9 anni. A calcio ho giocato per cinque anni nella polisportiva Madonna Alta, quindi mi ha preso il Padova». E la sua avventura all’ombra del Santo è iniziato appunto quattro anni fa: «Ho incontrato persone per bene, e Padova è un ambiente ottimo per crescere come calciatore e soprattutto come persona».

Vita extracalcistica? «Abito al Centro Geremia, e studio al liceo scientifico. Prendere la maturità è un altro mio obiettivo». Torniamo al calcio: giocatore a cui si ispira? «Mi piace tanto Drogba».

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