Brevi: “Nel mio Padova non dovrà mai mancare l’atteggiamento giusto, aldilà del risultato”

Brevi: “Nel mio Padova non dovrà mai mancare l’atteggiamento giusto, aldilà del risultato”

Dubbi, certezze, emozioni e aspettative. I borsoni del Padova, atteso fra soli tre giorni al debutto in campionato in casa della Sambenedettese, cominciano a riempirsi delle innumerevoli sensazioni che accompagnano la lunga attesa. Oscar Brevi sta cercando il più possibile di tenere sulla corda i propri giocatori, lasciandoli nel contempo liberi da eccessive pressioni. Le insidie dietro una “prima” ufficiale sono tante – il Seregno di Coppa insegna – ed è per questo che il tecnico biancoscudato non vuole caricare troppo una sfida che già tutti sanno essere fondamentale. «Finora i ragazzi si sono sempre allenati nella maniera giusta, ed è giusto che continuino a lavorare allo stesso modo anche questa settimana», le parole dell’allenatore milanese. «Man mano che si avvicina la gara, la concentrazione aumenterà fisiologicamente, ma non voglio che il debutto si carichi di eccessiva tensione. Vedo una squadra attenta, concentrata e disponibile, e credo che questo sia il modo migliore per avvicinarci al match di San Benedetto». Cos’è che non dovrà mai mancare al suo Padova? «L’atteggiamento, ed è dall’inizio del ritiro che lo dico al gruppo: le partite si possono vincere o perdere, ma lo spirito con cui andiamo ad affrontare l’avversario non deve mai mancare. Bisogna avere rispetto per chi abbiamo davanti, ma anche la consapevolezza che questa squadra è forte, e avere la giusta cattiveria agonistica, in un campionato difficile come la Lega Pro». Personalmente come vive questa vigilia di campionato? «C’è grande voglia di iniziare a giocare partite che contano, è dall’8 luglio che lavoriamo per arrivare pronti a questo appuntamento. Da parte mia avverto molta curiosità, e anche un pizzico di emozione: Padova è un piazza ambiziosa e importante e, anche se ho già incontrato realtà simili, sono convinto che sarà compito proprio dello staff tecnico accettare le critiche così come registrare le note positive che arriveranno, senza trasmettere le nostre preoccupazioni ai giocatori». Ciò significa che la responsabilità non verrà riversata sulla squadra? «Ci mancherebbe, quando vanno in campo sono tutti responsabili: l’atteggiamento dev’essere sempre quello giusto, e non tollererò il contrario. Ma la responsabilità finale, nel bene e nel male, è sempre mia: voglio che i ragazzi siano tranquilli, sentendosi liberi di giocare e di sbagliare, perché l’errore fa parte del gioco e ci può stare. Per questo non intendo mettere eccessiva pressione alla squadra in questo momento: andiamo a giocarcela su un campo molto “caldo”, e sono sicuro che i giocatori sappiano bene a cosa stanno andando incontro. Se poi più avanti servirà alzare la tensione, lo farò». Qual è l’insidia maggiore di un debutto in campionato? «Il fatto che non ci siano certezze assolute: la maggior parte delle squadre sono formazioni almeno in parte nuove, e lo stesso Padova ha cambiato molti elementi. Questa è un’incognita che nelle prime giornate si farà sentire, e perciò conterà molto l’aspetto fisico, conterà come i giocatori riusciranno a gestire un amalgama che deve ancora crescere». Il suo Padova che certezze le trasmette ora come ora? «So che, per come il gruppo ha lavorato, siamo una squadra che ha sempre avuto il giusto atteggiamento. Si sta creando un bel collettivo, e anche chi è arrivato dopo si sta inserendo velocemente». E i dubbi, se ce ne sono? «Sono legati a qualche problema fisico: Altinier spero che possa essere disponibile per sabato, pentre per Germinale e De Risio ci prendiamo altri due giorni di valutazioni, e vedremo come arriveranno alla rifinitura di venerdì». Nella settimana in cui inizia il torneo, la squadra è arrivata al punto che lei si augurava di raggiungere? «Le aspettative sono sempre alte da parte mia, e il percorso che abbiamo seguito mi fa stare sereno: so che si è lavorato bene, anche se abbiamo ancora bisogno di giocare gare “vere” per arrivare alla migliore condizione psicofisica. I 90 minuti in campionato sono la situazione ideale per crescere: sappiamo che non possiamo essere in condizioni ottimali, però di gara in gara mi aspetto segnali di miglioramento continui». (Da Il Mattino)

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