Ci ha lasciati Vittorio Scantamburlo, lo scopritore di Alex Del Piero

Ci ha lasciati Vittorio Scantamburlo, lo scopritore di Alex Del Piero

Un lutto scuote il mondo biancoscudato nel giorno di Padova-Mantova: questa mattina è scomparso, all’età di 86 anni, Vittorio Scantamburlo, l’osservatore che scoprì, portandolo poi al Padova, un giovanissimo Alessandro Del Piero. A comunicare la triste notizia, la stessa società di viale Nereo Rocco.
Nella nota si legge anche: “Per oltre quarant’anni Vittorio ha legato il suo nome al biancoscudo, prima da giocatore, dal 1951 al 1953 come difensore accanto al “panzer” Lello Scagnellato, successivamente come allenatore delle giovanili e vincitore di due titoli nazionali, infine come osservatore, autentico talent scout. Proprio in questo ruolo, il 10 novembre 1987 scoprì l’allora tredicenne Alessandro Del Piero in una partita del campionato provinciale giovanissimi Orsago-San Vendemiano. E’ stato lo scopritore di oltre 70 calciatori diventati poi professionisti tra i quali Filippo Maniero, Ivone De Franceschi, Luigi Capuzzo, Adriano Zancopé, Carlo Perrone, Andrea Seno, Andrea Manzo, Luigi Sartor, Marco Rigoni, Marco Andreolli, Daniele Gastaldello, Luca Rossettini, Jerry Mbakogu.
Verrà osservato un minuto di silenzio in ricordo di Vittorio Scantamburlo prima della gara Padova-Mantova di oggi”.

La storia e le intuizioni di Scantamburlo sono raccolte nella sua autobiografia, edita da EdizioniInContropiede, intitolata “Ho scoperto Del Piero”.

Questo invece un passaggio di “Amarcord Biancoscudato” riguardo a quel glorioso 10 novembre 1987: “Era un giorno come tanti in Veneto. Facile immaginare il cielo coperto da quei soliti, tristi, grigi nuvoloni autunnali che si estendono a perdita d’occhio. Facile immaginare Vittorio Scantamburlo che, dopo una vita da bidello e allenatore di settori giovanili, ma con un passato da calciatore, gira il Veneto a bordo della sua 126 per setacciare, uno dopo l’altro, i campetti di periferia per conto del Calcio Padova nella speranza di provare quella scossa, quel colpo di fulmine che ti fa dire «il ragazzo ci sa fare». Nella speranza insomma, di trovare talenti.
Quel giorno il colpo di fulmine ci fu eccome, in quel di San Vendemiano, dove i “Giovanissimi” della squadra locale affrontavano i coetanei dell’Orsago, e qui inizia il racconto di Vittorio Scantamburlo, che sostiene che quel giorno fosse sabato 10 novembre 1987, mentre in realtà quella data cadeva di martedì. «Era sabato 10 novembre 1987, si giocava San Vendemiano-Orsago. Mi avevano parlato di un’ala sinistra fortissima, ma che nessuno prendeva perché costava troppo. Faccio per salire gli scalini della tribuna, quando mi volto: il portiere aveva rimesso il pallone con un lancio di 50 metri. Vedo questo ragazzino staccarsi dall’avversario e controllare il pallone al volo come se avesse avuto la calamita al piede… I ragazzi di talento non sono continui, hanno qualcosa di straordinario ma che tirano fuori solo ogni tanto, e tu devi essere bravo a coglierlo. Quella volta fu facile capire che era speciale». Poi prosegue: «Convinsi il Padova ad accettare le richieste della società (il San Vendemiano ndr), 30 milioni di lire». Scantamburlo conserva ancora oggi il taccuino-agenda che aveva utilizzato quel giorno: accanto al suo nome appuntò tre asterischi, il massimo del punteggio. Come si chiamava quel ragazzino? Si chiamava Alessandro Del Piero”.

 

 

 

 

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