Da Gorzelewski a Podio, il flop dei “provinati”. Ma il Padova ha posto basi interessanti all’estero, tra mille difficoltà

Da Gorzelewski a Podio, il flop dei “provinati”. Ma il Padova ha posto basi interessanti all’estero, tra mille difficoltà

Quella dello scouting in altri Paesi è una strada che merita di essere battuta, pur dovendo fare i conti con la concorrenza impari delle super potenze del calcio

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“Feliz, entusiasmado, muy convencido e agresivo”, diceva Franco Gorzelewski a luglio, sballottato in poche ore da Buenos Aires a Pieve di Cadore. Lo stesso entusiasmo del difensore argentino era dipinto, quest’estate, anche sui volti di Serafim Mihaylov, Pablo Joaquin Podio, o di Matteus Senkal. Tanti altri stranieri (sudamericani in particolare), provinati o contattati da Fabrizio De Poli, hanno coltivato per qualche giorno (qualcuno solo per qualche ora) il sogno di affermarsi in Italia. Premessa: la scelta di investire nello scouting estero è assolutamente da condividere (valorizzare giocatori sconosciuti creando plusvalenze è praticamente l’unico modo per società medio piccole di fare cassa, soprattutto in categorie come Lega Pro e serie B). Detto ciò gli apparati e le reti di osservatori dei grandi club rendono praticamente impossibile, o comunque molto difficile, per chi non ha gli stessi mezzi economici, mettere le mani per prima sui migliori giovani talenti. L’alternativa è avere tanta pazienza, e con il tempo (vedi Udinese), estendere le propaggini del club in giro per il mondo, tramite collaborazioni, partnership o vere e proprie società satellite. Per adesso, tornando al Padova, lo scouting estero non ha portato i frutti sperati (l’ultimo giocatore sul quale si è sperato fino all’ultimo di investire e fare cassa in futuro, Gorzelewski, dal 22 dicembre ha lasciato definitivamente Padova). Anche Alban Ramadani, che in estate dopo il periodo di prova era stato tra i pochi stranieri a convincere Carmine Parlato e Fabrizio De Poli, potrebbe fare presto le valigie: non sembra ancora adatto alla Lega Pro italiana, dopo la buona esperienza con la formazione dello Stade Nyonnais (terza serie elvetica). Il Padova, da quando è nata la nuova società, si è comunque dato da fare: ha stretto in questi mesi rapporti di collaborazione in Bulgaria (con il Pirin Blagoevgrad, squadra di seconda divisione bulgara), Paraguay e Brasile (Independente Fc de Limeira e con Arte da Bola). Vanta alcune collaborazioni esterne con esperti come Oswaldo “Gera” Freitas Junior o Renato Favero. Ci vuole però pazienza: per adesso gli stranieri giunti all’ombra del Santo si sono rivelati un flop, ma la strada del mercato estero per quanto piena di insidie, merita di essere ancora battuta. Alla ricerca di qualche diamante grezzo da valorizzare con la maglia biancoscudata.

 

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