Furia Pillon: “Chi credete che io sia? Un cog****e”?

Furia Pillon: “Chi credete che io sia? Un cog****e”?

Clima da resa dei conti ieri alla Guizza. L’allenatore ha radunato i giocatori prima dell’allenamento alzando la voce. Non è piaciuto l’atteggiamento contro la Giana Erminio

Pillon

Da Il Mattino:

A due giorni dalla figuraccia contro la Giana Erminio, il tempo degli applausi per una stagione comunque positiva è finito. Anzi: ieri pomeriggio, alla ripresa degli allenamenti alla Guizza, è andata in scena la resa dei conti. Da una parte la squadra, dall’altra l’allenatore. Un Pillon nero, arrabbiato come poche altre volte lo si era visto fin qui a Padova. IL CONFRONTO. Al tecnico di Preganziol non è andata giù la sconfitta ma, più che il risultato in sé, non è piaciuto l’atteggiamento della squadra. Molle, scarica mentalmente prima ancora che fisicamente. L’allenatore, di fronte a tutti i giocatori radunati ad ascoltare a semicerchio sul campo sintetico del centro sportivo, è andato giù pesante. Da lontano poco si è riuscito ad intuire del suo discorso: cinque minuti di parole che però devono essere arrivate forti e chiare alle orecchie dei giocatori, perché il tono della voce era di quelli a cui non si può non prestare attenzione. Pillon era rabbuiato, ha alzato la voce e ha guardato negli occhi la sua squadra. Fino ad esclamare: “Ma chi credete che sia io, un cog…e?”. L’AMMISSIONE. Un’ora in palestra, un’altra di duro lavoro sul campo: anche se la stagione del Padova è ormai finita (classifica alla mano), la squadra ieri ha sgobbato. E al termine dell’allenamento è toccato a Marco Cunico, da buon capitano, prendere la parola. «Secondo l’allenatore si poteva fare qualcosa in più», la spiegazione del numero 10, «E credo che abbia tutte le ragioni per essere arrabbiato. Oggi il clima è un po’ pesante, ma è normale: non abbiamo fatto il nostro dovere, domenica abbiamo toppato una gara che avremmo dovuto vincere, torniamo ad allenarci con la coscienza non del tutto a posto. C’è tanta delusione, c’è la rabbia del giorno dopo, e poi c’è quel rammarico dovuto al fatto che, come ci ha detto Pillon, si sarebbe potuto fare qualcosa in più». E il problema vero è che, come dichiarato apertamente dal direttore sportivo De Poli, già contro Pro Patria e Albinoleffe si era avuta la sensazione che qualcuno avesse mollato. «Da tre gare non facciamo quello che avevamo fatto di solito: ci eravamo complicati la vita da soli, avevamo sofferto più del dovuto, ed eravamo riusciti a vincere solo perchè di fronte avevamo trovato due squadre nettamente in difficoltà. Rimanendo in linea con quelle prestazioni anche con la Giana, squadra organizzata e compatta, abbiamo perso». FINIRE BENE. «Il Padova non è arrivato ad una gara fondamentale nel modo giusto», dice Cunico, « e se questo sia dovuto al fatto che qualcuno abbia mollato non lo so: all’interno dello spogliatoio non ho avuto avvisaglie di questo tipo, altrimenti avremmo cercato di riportare subito la cosa in carreggiata. Adesso è fondamentale finire bene la stagione: la classifica, guardando verso l’alto, non conta più, ma ci rimangono due partite per non chiudere questo campionato solo in calando. Arrivare al quinto posto sarebbe comunque un buon modo di archiviare la stagione». A Bassano, sabato, mancheranno per squalifica il difensore vicentino Bizzotto e i biancoscudati Fabiano e Favalli.

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