I prossimi avversari del Padova: il Pordenone di Bruno Tedino

I prossimi avversari del Padova: il Pordenone di Bruno Tedino

Alla scoperta del Pordenone, avversario di domani dei biancoscudati

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Un inizio di 2016 fatto di 8 vittorie in 8 partite che nessuno si sarebbe aspettato e che ha eretto il Pordenone a assoluta rivelazione del girone A di Lega Pro. Gli ultimi due “passi falsi”, ovvero il pareggio in casa con il Lumezzane (1-1) e la sconfitta di Bassano (1-0), non possono cancellare quanto fatto fin qui dai “ramarri” allenati da Bruno Tedino, esperto tecnico trevigiano tornato in estate sulla panchina dei neroverdi (dove era già stato nei primi anni 2000 in serie D) dopo alcune esperienze nelle nazionali giovanili azzurre (under 16 e under 17). Sorprendente la parabola intrapresa dalla squadra del presidente Lovisa che solo 9 mesi fa si era vista spalancate le porte della serie D dopo la sconfitta ai play-out con il Monza all’epilogo della scorsa stagione salvo poi essere ripescata e condurre un campionato di vertice e da grande protagonista in Lega Pro. I “ramarri” sono attualmente al terzo posto della graduatoria, che significa sicurezza di fare i play-off, con 47 punti, 2 sotto il Bassano con cui hanno perso nell’ultimo turno grazie a un gol dal dischetto di Misuraca che ha consentito ai giallorossi il sorpasso per la seconda piazza. Il calendario dei neroverdi è piuttosto impegnativo da qui alla fine, visti i numerosi scontri diretti con le rivali per la zona play-off ma la squadra friulana ha fin qui dimostrato di potersela giocare alla pari con chiunque e non ha nessuna intenzione di gettare alle ortiche un campionato condotto finora con risultati eccellenti quanto sorprendenti. Tedino, dopo che nel mercato invernale ha perso il bomber brasiliano Caio De Cenco, 8 reti in 14 partite fino a quel momento, non ha cambiato modulo e continua a schierare il suo Pordenone con il 4-3-1-2 (che all’occorrenza diventa un 4-3-3) molto dinamico e offensivo. Tra i pali c’è Matteo Tomei, classe ’84 e vecchia conoscenza delle giovanili biancoscudate. Davanti a lui come terzino destro gioca il giovane Alberto Boniotti, in prestito dal Brescia, mentre sulla sinistra spazio a Marco Martin, nativo di Pordenone che ha a lungo militato nel Sudtirol ed è arrivato a gennaio dal Pavia. La coppia di difensori centrali è formata dall’esperto capitano Mirco Stefani e dall’ex biancoscudato Simone Pasa, scuola Inter e visto a Padova da gennaio a giugno 2014 in serie B in cui ha collezionato 3 presenze. A centrocampo Tedino si affida all’esperienza di un altro ex: Alex Pederzoli, scuola Juve e protagonista dell’ultima promozione dei biancoscudati in B nel 2009. Al suo fianco dovrebbero giocare Matteo Mandorlini, figlio dell’ex allenatore del Verona Andrea e Matteo Buratto, giovane classe ’94 di San Donà di Piave al terzo anno con la maglia dei “ramarri”. Alle spalle delle punte, ma spesso anche sulla stessa linea agisce l’ex Bassano Luca Cattaneo, soprannominato “Veleno” e già giustiziere del Padova nel match di agosto in Coppa Italia giocatosi all’Euganeo. Davanti mister Tedino dovrà fare a meno di Alberto Filippini, ex Padova con cui ha giocato per 3 stagioni tra il 2008 e il 2011 collezionando 35 presenze e 2 reti tra C1 e serie B, espulso nel finale della gara con il Bassano e dunque squalificato. Ultimamente Filippini, capocannoniere neroverde con 7 centri, entrava spesso dalla panchina a gara in corso mentre la coppia d’attacco titolare è formata da Luca Strizzolo, classe ’92 già a segno 6 volte in stagione, e dal nuovo arrivato Emanuele Berrettoni, vecchia promessa del calcio italiano giovanile, ormai 35enne che probabilmente in carriera (ha giocato in A con Perugia e Lazio) ha ottenuto meno di quanto le sue qualità gli avrebbero potuto permettere. Per Tedino non mancano comunque le alternative in ogni reparto, dai terzini Cosner e Michele De Agostini (figlio d’arte del nazionale azzurro Gigi), a Beltrame in attacco e ai duttili Berardi e Ramadani in mezzo. Quest’ultimo va a completare la nutrita colonia di ex biancoscudati attualmente in Friuli: lo svizzero, arrivato l’ultimo giorno di mercato in uno scambio di prestiti con Finocchio, non ha finora trovato spazio in campo al contrario dell’italo-brasiliano, giunto a Padova e già autore di due reti. Numerosi sono comunque anche gli ex Pordenone ora in biancoscudato anche se per diversi motivi probabilmente solo lo stesso Finocchio potrà essere della gara, almeno dall’inizio. Appare difficile infatti vedere da subito in campo capitan Cunico, che è appena rientrato da un’infortunio o Bearzotti, mentre sarà impossibile partecipare alla sfida per gli infortunati Niccolini e Dionisi. Altro ex della sfida è l’attuale tecnico biancoscudato Giuseppe Pillon, che da calciatore giocò per una stagione a Pordenone (1981/82) proprio dopo aver lasciato Padova. Partita sentita non solo quindi perché è a tutti gli effetti una sfida d’alta classifica, ma anche per i numerosi incroci di giocatori in cerca di rivincite contro i rispettivi vecchi colori. Il Padova arriva da tre vittorie consecutive, cosa mai successa in stagione, mentre i “ramarri” sono in fase leggermente calante con un punto ottenuto nelle ultime due uscite. La squadra di Tedino, che paradossalmente ha trovato la sua perfetta quadratura a gennaio dopo la cessione del bomber De Cenco, passato al Trapani, resta comunque un avversario difficile da affrontare viste le due sole sconfitte in casa ottenute tra l’altro ancora nell’anno solare scorso contro due squadre importanti come Cittadella e Pavia. Le due formazioni sono molto diverse rispetto allo zero a zero di un girone fa all’Euganeo ma vista la solidità difensiva che hanno trovato (sono le due migliori difese del girone di ritorno con soli 3 gol subiti) non sarebbe poi strano vedere una partita con poche reti.

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