I prossimi avversari del Padova: l’Albinoleffe di Michele Facciolo

I prossimi avversari del Padova: l’Albinoleffe di Michele Facciolo

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Stagione travagliata a dir poco quella dell’Albinoleffe, che poco meno di un mese fa ha cambiato allenatore per la seconda volta durante questo campionato. Dopo David Sassarini, in carica per le prime undici giornate dove aveva raccolto 7 punti, e Marco Sesia arrivato a fine novembre e esonerato il 21 marzo scorso dopo aver ottenuto appena 11 punti in 16 partite, da tre gare sulla panchina dei seriani siede Michele Facciolo, già vice di Pala all’inizio della scorsa stagione proprio all’Albinoleffe. L’inizio per Facciolo non è stato dei migliori: un punto in 3 partite frutto di uno 0-0 a Gorgonzola contro la Giana  e due sconfitte (0-4 con la Pro Piacenza in casa e 2-0 con il Renate a Meda) senza segnare gol che hanno matematicamente condannato i seriani a giocare i play-out per salvarsi e mantenere la Lega Pro. Non proprio una bella situazione per una formazione che solo otto anni fa perse la finale play-off contro il Lecce per salire in serie A e che dalla sua fondazione (1998 con la fusione tra Albinese e Leffe) non è mai scesa tra i dilettanti. Non sarà facile per mister Facciolo, alla prima vera esperienza come allenatore di ruolo in Lega Pro, compattare una squadra che se non ci fosse la malcapitata Pro Patria sarebbe tristemente ultima per distacco con peggior attacco (18 reti all’attivo) e peggior difesa (48 gol subiti) del girone A. Curiosamente una delle 4 vittorie stagionali dei seriani è arrivata contro la capolista Cittadella, battuta allo stadio ”Atleti Azzurri d’Italia” di Bergamo per 2-0 il 24 di ottobre, una delle poche pagine liete di questo campionato per i blucelesti. Dal suo arrivo mister Facciolo schiera l’Albinoleffe con un 4-3-1-2 che si può trasformare in un 4-3-3. Tra i pali gioca Davide Amadori, portiere classe ’92 alla quarta stagione con i seriani. In difesa ci sono da valutare le condizioni dell’ex Crotone Francesco Checcucci e dell’ex Brescia Antonio Magli, usciti malconci dall’ultima gara contro il Renate e solitamente titolari uno come terzino destro e l’altro come centrale. A completare la difesa l’italo-francese scuola Milan Johad Ferretti sulla sinistra e il francese ex Crotone Kevin Vinetot come centrale con Michele Cortinovis e Michele Paris pronti a subentrare in caso di qualche forfait. I tre centrocampisti ultimamente utilizzati da Facciolo sono l’esperto ex Cittadella Daniele Dalla Bona, affiancato da Marco Perini, ex Carpi e dal francese Guillaume Legras arrivato in Italia due anni fa a Barletta con la possibilità di vedere dall’inizio anche il giovane fatto in casa Michele Calì. Nel ruolo di trequartista tra le linee dovrebbe giocare uno tra l’italo-argentino arrivato a gennaio dal Cuneo Banegas o il giovanissimo Mario Ravasio (classe ’98). Da valutare le condizioni dell’ex biancoscudato Andrea Soncin, alle prese con qualche problema fisico. Se il “cobra”, leader caratteriale e tecnico della squadra non dovesse essere della gara probabile l’inserimento di un giocatore come Domenico Danti, giustiziere del Cittadella con una doppietta, a supporto di Domenico Girardi punta centrale che ha giocato in entrambe le squadre di Verona ed autore delle reti che hanno regalato l’ultimo successo seriano il 13 marzo con il 2-0 sul Cuneo. Pronti ad entrare per dare freschezze e vitalità alla squadra ci sono i giovanissimi Riccardo Stronati e l’italo-marocchino Hicham Kanis. La formazione di Facciolo non ha molto altro da chiedere a questo campionato se non di cercare il giusto assetto tattico e il corretto spirito di squadra per affrontare nella maniera giusta i play-out. La stagione in corso è cominciata male e proseguita peggio e un’eventuale retrocessione la farebbe ricordare come la peggiore dalla nascita della società seriana. Lunedì sera in uno stadio da serie A, quasi vuoto, si giocherà molto per l’orgoglio con il Padova che spera di poter scendere in campo con qualche buona notizia arrivata dalle gare del weekend per trovare le motivazioni giuste e poter tornare da Bergamo con il bottino pieno.

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