Vigilia Gubbio-Padova, biancoscudati a un bivio. Brevi: “Pessimismo attorno a noi, ma continuiamo a lavorare”

Vigilia Gubbio-Padova, biancoscudati a un bivio. Brevi: “Pessimismo attorno a noi, ma continuiamo a lavorare”

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Mugugni, incertezze, scetticismo, cattive notizie dall’infermeria… Diciamo la verità: quella appena trascorsa, per il Padova, non è assolutamente stata una settimana semplice. Dopotutto, il ko di Fano e il pareggio-beffa contro la Maceratese hanno lasciato in eredità alla banda Brevi numerose scorie negative, minando alla base le fondamenta del lavoro fin qui svolto dal tecnico milanese. Il 3-5-2 su cui è stata impostata la formazione biancoscudata fin dal ritiro di Mezzano non sembra infatti più dogma incrollabile, prova ne sono le ripetute esercitazioni di 4-4-2 effettuate in settimana sui campi della Guizza. Un modulo che, in linea teorica, spalancherebbe le porte della titolarità a Boniotti e Fantacci, facendo però rimanere orfano Altinier di un partner affidabile in avanti, dato l’infortunio di Neto Pereira. Questo perché Alfageme deve ancora scontare il secondo turno di squalifica, mentre Germinale non ha ancora i novanta minuti nelle gambe. Certo, si potrebbe utilizzare lo stesso Fantacci come seconda punta, ma a quel punto chi andrebbe a coprire la catena di sinistra? Vista la cessione estiva di Petrilli, il ruolo è vacante.
Non certo le migliori premesse per recarsi nella tana di un Gubbio sorprendentemente partito a razzo e reduce da un pregevole exploit esterno sul campo della FeralpiSalò. «Il nostro campionato deve iniziare adesso», ha dichiarato lunedì Roberto Bonetto nel tentativo di ricompattare l’ambiente dopo aver rettificato le sue ormai note dichiarazioni post-Maceratese (a proposito di fondamenta minate…).
Parola dunque al campo. Di fronte al Padova, un bivio: da una parte il cambio di rotta, dall’altra il prosieguo sulla china vista nelle ultime due giornate. A Brevi il compito di far scendere in campo i suoi uomini con la giusta mentalità, la giusta cattiveria agonistica, la giusta voglia di riscatto. Vale a dire, gli elementi che sono mancati sabato scorso. Perché, se si dovesse sbagliare strada, riguadagnare la retta via inizierebbe a risultare sempre più arduo.
«E’ per questo che domani sarà fondamentale scendere in campo con l’atteggiamento giusto», sottolinea il tecnico biancoscudato nella consueta conferenza stampa della vigilia. «Dopotutto, il Gubbio è una squadra in salute e sta viaggiando con grande entusiasmo, vista anche la recente promozione. Bisognerà fare attenzione alle ripartenze, e proprio alla luce di questo abbiamo lavorato in settimana. Quella di domani sarà una gara sì importante, ma non una finale. Vogliamo fare la nostra partita con attenzione e concentrazione, interpretandola nel modo giusto. E se proprio dovessi scegliere tra risultato e prestazione sceglierei quest’ultima, perché è solo attraverso il gioco che si ottengono i risultati. I dubbi di formazione? I problemi fisici di qualche elemento ci hanno condizionato, ma ma vi posso assicurare che ho grande fiducia nel resto del gruppo: ora qualcuno che fin qui ha giocato di meno avrà l’opportunità di dimostrare il suo valore. Sto valutando diverse soluzioni, ma non ho ancora deciso a quale affidarmi. I giocatori avrebbero tutti voglia di giocare, ma bisogna tenere conto delle condizioni fisiche di ciascuno. Germinale, ad esempio, vorrebbe stare in campo anche per centoventi minuti, ma onestamente non ne può ancora reggere nemmeno novanta. Detto questo, una mano ce la potrà dare sicuramente. Riguardo al modulo, preferisco non sbilanciarmi per non dare punti di vantaggio all’avversario. Dico solamente che la rosa è attrezzata per schierarsi con più sistemi di gioco diversi. Cosa ho detto ai ragazzi in settimana? Ho cercato di farli stare sereni perché sono convinto delle possibilità di questo gruppo. Attorno a noi c’è pessimismo, lo notiamo, non siamo robot, ma stiamo cercando di continuare a lavorare con tranquillità”.

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