Padova, parola a Bonetto: “Il presidente sarò io. Confermato Zamuner, via Brevi. La rosa non verrà rivoluzionata”

Padova, parola a Bonetto: “Il presidente sarò io. Confermato Zamuner, via Brevi. La rosa non verrà rivoluzionata”

Ieri il “passo indietro” di un commosso Giuseppe Bergamin, oggi parola al nuovo numero uno del Calcio Padova, Roberto Bonetto. L'(ex?) amministratore delegato illustrerà infatti questa mattina in conferenza stampa i suoi propositi per l’immediato futuro biancoscudato. L’appuntamento è fissato per le ore 10.15.
Segui con noi le sue dichiarazioni, in tempo reale dallo Stadio Euganeo.

Ecco Bonetto, accompagnato dal figlio Edoardo e dal socio Moreno Beccaro. «Oggi seconda parte del “film”. Ringrazio Bergamin per le parole di fiducia. Sono contento dell’avventura che abbiamo avuto insieme, anche se a volte è stato complicato portare avanti la società. Abbiamo preso questo Padova da zero ma ora inizia una nuova strada. Credo sia opportuno raccontare ai tifosi quello che è successo. Due lunedì fa ci siamo incontrati con gli altri soci e sono emerse un paio di situazioni, tra cui l’opportunità di acquisire noi il Padova. E’ una responsabilità enorme ma non potevamo tirarci indietro. A novembre la riunione trimestrale aveva già fatto intuire che ci sarebbero state importanti perdite. E’ a quel punto che hanno cominciato a delinearsi i due schieramenti, e Bergamin aveva iniziato a contattare alcuni imprenditori. Ma il 22 maggio le trattative hanno dato esito negativo. Quindi ecco le due soluzioni: la prima è quella che si è concretizzata. La seconda prevedeva invece l’acquisizione della maggioranza da parte di Bergamin, seppur con un budget non in linea con gli obiettivi. Così, dopo una settimana di riflessione, abbiamo preso questa decisione. Ci siamo guardati attorno e con l’appoggio di un paio di persone che ci affiancheranno abbiamo scelto di prendere il Padova. Come ha detto Bepi, tutto è stato fatto per il bene della società. Cercherò di essere più simpatico, quello sì, so che alla fine verrò valutato per i risultati, non per i sorrisi. Sono comunque contento della permanenza di Bergamin. Ho bisogno di lui non solo dal punto di vista finanziario, ma anche per la sua pacatezza e la sua saggezza. Spero che possa aiutarci nella nuova conduzione del Calcio Padova. Ad ogni modo, le cose non sono poi così tanto cambiate. E’ solamente mutata la maggioranza, l’ultima parola sarà nostra, ma ci sarà comunque un’assemblea dei soci e un’unità d’intenti. Come ha detto Bergamin, non è con i numeri che si governano le società. Con lui, però, è mancato il feeling. Lo stesso feeling che ad esempio ho da trentacinque anni con il mio socio Beccaro, qui al mio fianco. Per cui è stato giusto trovare una soluzione nuova per toglierci dallo stallo. Ma ora entriamo nel dunque: dal punto di vista finanziario i tifosi stiano tranquilli. Se guardate i fatturati siamo dei perdenti, ma se guardate la nostra professionalità siamo dei vincenti. Abbiamo sempre pagato i debiti e rispettato gli impegni. Per quanto concerne l’organigramma, non c’è un ridimensionamento, ma un’ottimizzazione dei costi. L’ultimo bilancio, che si sta per concludere, ammonta a 6 milioni e 200mila euro. E’ dunque evidente che ci siano delle sacche nelle quali è possibile risparmiare qualcosa. Il settore giovanile? Noi non vogliamo penalizzarlo, ma non dimentichiamoci che siamo in Lega Pro, quindi vogliamo cercare di gestire un settore giovanile che impieghi più o meno le stesse risorse delle altre società del territorio, come Cittadella, Vicenza e Venezia. Infatti è proprio il territorio che voglio valorizzare. Penso che non serva andare a prendere ragazzi da lontano, ma che ci siano bravi giocatori anche nella nostra realtà. Questo ci permetterà di risparmiare i costi della foresteria. La prima squadra sarà invece in linea con quella dell’ultimo anno. Vogliamo continuità. Una continuità che parte dal dg Giorgio Zamuner. Ha fatto un buon lavoro. Certo, con qualche errore, ma chi non li fa? Nella continuità va anche collocata la riconferma di buona parte della squadra. Una squadra che fino a Salò ci ha fatto sognare. Non verrà dunque smantellata. Inoltre, comunico il non rinnovo di mister Brevi, che ringrazio pubblicamente. Ha fatto un buon lavoro, ma purtroppo il black out finale ha fatto rivedere le convinzioni della società nei suoi confronti. Le serate di Parma e Venezia, comunque, non le dimenticherò. Spero possa trovare una piazza nella quale sia più amato sin dall’inizio. Zamuner ora sta lavorando: lasciamo passare una decina di giorni, poi comunicheremo l’allenatore. Non dobbiamo sbagliare, ci sono vari profili, speriamo di scegliere quello più adatto alla nostra società per darci quel quid in più che quest’anno ci è mancato. Una parola anche in merito alla futura amministrazione comunale: spero ci sia vicina. Il Padova è una realtà importante e può fungere da veicolo promozionale per la città e per i suoi commercianti. Ringrazio inoltre lo “zoccolo duro” dei tifosi, ma per il resto spero che si faccia qualcosa in più rispetto agli ultimi mesi. Bisogna portare qualcosa in più. Un nostro impegno sarà quello di organizzare un marketing e iniziative professionali per avvicinare il Calcio Padova alla città. A tal proposito pensavo all’apertura di uno sportello d’ascolto nel quale il tifoso possa sentire dalla voce del dg o del presidente la verità sul Calcio Padova. Si potranno porre delle domande e ricevere delle risposte. Questo significa essere una “casa di vetro”. Ma questa è una caratteristica che non mi è mai mancata, ho sempre risposto al telefono e detto le cose come stanno. Forse sarà per questo che sto poco simpatico a molti. Detto ciò, quella con Bepi è stata una grande avventura. Ci sono state delle divergenze, ma il rapporto tra noi resta ottimo. Io lo aspetterò. Ma il presidente sarò io. I nuovi ingressi? Ci saranno. Abbiamo lavorato una sola settimana, ma ci sono novità che verranno presto comunicate. Siamo a buon punto. Se ci sarà un nuovo ad? No. Al limite ci affideremo a qualcuno che guardi i costi, ma all’organigramma non abbiamo ancora pensato. La futura squadra? Sì, è vero, è la prima volta che non la stravolgeremo. L’anno scorso lo abbiamo fatto perché nel precedente campionato non eravamo mai stati protagonisti. In merito al settore giovanile, non vorrei che passasse il messaggio che la nuova maggioranza vuole tagliare i costi. Ma credo che si debba stare con i piedi per terra, adottando un budget pari a quello delle altre società di Lega Pro. Il nostro obiettivo è quello di portare in prima squadra un paio di elementi ogni stagione, come accaduto quest’anno. L’Academy? Non è né più né meno della Scuola Calcio che è sempre stata. Se non ci sarà più l’Academy si chiamerà Scuola Calcio. Decideremo se mantenerla, ma cambia davvero poco. Poliero comunque ha dato la sua disponibilità ad essere sponsor. Aspetto anche lui per questa nuova avventura per darci una mano. Mi lamentavo dei costi ma oggi prendo la maggioranza? Come ho detto prima ci saranno dei nuovi soci. E quando entreranno si vedrà che la Thema, la mia azienda, non è andata al raddoppio, dal trenta al settanta. Il mio progetto? Fare un campionato come quello di quest’anno. Di più non possiamo fare. L’allenatore? Niente scommesse. Piacerà. E non è detto che sia uno specialista della Lega Pro. Le divergenze dell’anno scorso? Sì, è vero che il primo maggio io avrei optato per l’esonero di Brevi, ma non è detto che prendendo Sabatini avremmo fatto una gara diversa con l’Albinoleffe. E i rinforzi si baseranno sull’allenatore. Gli over? Dobbiamo prima capire quanti saranno per regolamento. E’ un punto importante. Lo stadio? Noi andremo a giocare dove sceglieranno di mandarci a giocare. Vedremo chi sarà il nuovo sindaco e poi ci confronteremo. Simpatizzo per entrambi i candidati in lista, da sempre vicini alla nostra società. Vinca il migliore. Il centro sportivo? Quel sogno è sempre nel cassetto. Vedremo se arriverà il tempo di aprirlo».

 

Questo il video integrale della conferenza

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