Vigilia Padova-Reggiana, Brevi tuona: “Giudicato da facebook, ora capisco perché il Padova negli ultimi anni ha sempre fatto fatica”

Vigilia Padova-Reggiana, Brevi tuona: “Giudicato da facebook, ora capisco perché il Padova negli ultimi anni ha sempre fatto fatica”

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Queste le parole del tecnico biancoscudato: “Voglio fare chiarezza sulla situazione che si è venuta a creare nelle ultime settimane. Perché fin dal primo giorno in cui sono arrivato, contro di me è nata una precisa linea mirata a mettere in evidenza gli aspetti negativi della mia carriera di allenatore, e non lo trovo corretto. Perché vengo sì da due esoneri, ma le mie precedenti esperienze a Cremona e Catanzaro sono state più che positive. Però, ripeto, ci si è voluti concentrare solo su ciò che ho vissuto Ferrara e a Rimini, anche se in quest’ultimo caso c’è da dire che la squadra era in difficoltà perché nessuno di noi vedeva un euro da mesi. Nessuno, ad esempio, ha sottolineato quanto ci abbiano penalizzato gli infortuni. Nessuno! Vogliamo parlarne? De Risio si è procurato una distorsione alla caviglia ad inizio agosto e, come potete vedere, al sedici ottobre non l’ho ancora disponibile. Filipe sempre ad agosto ha avuto la fascite plantare, Altinier è stato fuori per quaranta giorni per una contusione, infine Neto Pereira si è rotto il menisco. Fossero stati infortuni dovuti alla preparazione atletica del mio staff, probabilmente avrei valutato le dimissioni. Ma così non è. Sono stati tutti frutto di fattori esterni. E questo è un dato di fatto non da poco dopo aver giocato otto partite in cinque settimane. Tuttavia, queste defezioni sono sempre passate in secondo piano rispetto alla volontà di mettere in discussione il mio lavoro. E che dire poi dei rigori che non ci sono stati concessi? Detto questo, io mi prendo le mie responsabilità per questa situazione di classifica che certo non ci soddisfa, ma le responsabilità vanno sempre condivise. Io sono il primo, ma non l’unico responsabile di queste difficoltà: come lo sono io, lo sono anche i giocatori… E’ per questo che io non mollo. E personalmente non accetto di essere giudicato tramite facebook. Una piattaforma nella quale anche io in questo momento potrei creare un profilo di fantasia e iniziare a scrivere insulti. E’ un qualcosa che sminuisce enormemente me e il mio lavoro. Ma io non devo convincere quelli che scrivono su internet, anche se ora inizio a capire perché il Padova abbia sempre avuto tante difficoltà negli ultimi anni… Anzi, all’inizio mi avevano avvisato che gli ultras avrebbero potuto essere un problema, invece devo dire che per ora sono stati la parte più positiva della tifoseria. Macinano chilometri per sostenerci e hanno dimostrato di apprezzarci; di questo li ringrazio. Ad ogni modo, l’importante è che il direttore sappia come lavoro ogni giorno sul campo, ossia cercando di dare il cento per cento. Per il resto, non ci sono “strappi” né con la squadra né con la proprietà. Sì, è noto che la dirigenza abbia contattato altri allenatori, ma questo nel calcio è normale. Conosco certi meccanismi… Sono cose che avvengono sempre, a volte “di nascosto”, altre pubblicamente. La partita di domani? La scorsa settimana avevamo sbagliato l’atteggiamento, quindi mi aspetto più coraggio da parte della squadra. Voglio vedere un Padova aggressivo, ma che riesca allo stesso tempo a mantenere il necessario equilibrio. E io sarò lì, in panchina, a metterci la faccia. Perché ho le palle: nelle difficoltà c’è chi lotta fino alla fine, chi va avanti fino all’ultimo respiro. E di certo non mi intimorisce prendere fischi. Li ho presi anche in stadi da sessantamila persone, quindi figuriamoci…”

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