Lovisa non molla Tedino: “O il Padova mi porta un assegno chilometrico o non si muove, a costo di fargli fare il giardiniere”

Lovisa non molla Tedino: “O il Padova mi porta un assegno chilometrico o non si muove, a costo di fargli fare il giardiniere”

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È come al solito un Mauro Lovisa vulcanico e che non le manda a dire quello che ha rilasciato ieri alcune battute al Gazzettino. Il presidente dei ramarri, interpellato sulla possibilità di lasciare partire Bruno Tedino verso la città del Santo non ha usato mezzi termini: “Se il Padova vuole Tedino deve venire da me con un assegno chilometrico che va da Padova fino a Pordenone e ci deve essere una cifra di almeno un milione di euro. Altrimenti Tedino fa per due anni il giardiniere se non vuole rispettare il contratto”. Come già anticipato ieri durante la presentazione da Giorgio Zamuner la questione che riguarda l’allenatore, che ha portato al secondo posto e alla semifinale playoff il Pordenone, è piuttosto intricata e per nulla semplice da sbrigare, anche dopo il tentativo del nuovo direttore generale del Padova alla cena di fine anno dei neroverdi di ieri sera. Lovisa ha poi continuato: “La mia posizione è molto ferma, decido io il futuro di Tedino. È sotto contratto e deve rispettarlo: ha rinnovato da poco per altri due anni e gli ho anche ritoccato le cifre sul contratto. Sono stufo di questo calcio che è malato: io vengo da una famiglia seria, e quando do una stretta di mano vale quella. Bisogna essere seri nella vita. Anche Strizzolo (voci dicono sia seguito da Cittadella, Padova e anche Vicenza, ndr): avevamo raggiunto l’accordo per altri due anni, e mi è appena venuto a dire che ha cambiato idea. Adesso basta, stiamo esagerando. Anche l’anno prossimo vogliamo fare un campionato dignitoso, di sicuro non inferiore a quello del Padova. Entro due-tre anni voglio andare in serie B e realizzare un nuovo stadio”.
Insomma, la strada che porta a Tedino sembra essere chiusa. Il che significa che Zamuner si dovrà buttare a capofitto su altri profili, peraltro già individuati. Il nuovo direttore generale vuole un allenatore propositivo che esalti le qualità tecniche della rosa e che giochi un calcio che possa far divertire il pubblico.
Le alternative sono quelle che circolano già da giorni, e tutte sono gradite al direttore biancoscudato. Mario Petrone sembrerebbe in vantaggio su tutti, avendo già ottenuto il salto in serie B con l’Ascoli. Poi in seconda fila c’è D’Aversa che si è messo in evidenza alla guida del Lanciano, senza dimenticare Brevi che ha un rapporto quasi fraterno con Zamuner e che con il Catanzaro qualche stagione fa ha dato il meglio, ma ora arriva da due esperienze poco felici con Spal e Rimini. Più defilato Asta, che nelle ultime ore è dato sempre più vicino alla panchina della FeralpiSalò. Intanto ieri l’ex biancoscudato Attilio Tesser ha firmato con la Cremonese.

 

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