Neto Pereira e la doppia cifra, il “tabù” è quasi infranto. E il brasiliano sogna un altro anno a Padova

Neto Pereira e la doppia cifra, il “tabù” è quasi infranto. E il brasiliano sogna un altro anno a Padova

Da sei anni l’attaccante non tocca un simile score realizzativo: «Se i compagni mi aiutano, pago da bere a tutti»

Da Il Mattino:
Mancano 4 giornate al termine della stagione, e anche se la classifica, molto probabilmente, avrà poco da dire per il Padova, ci sono ancora traguardi da tagliare. Come quello che riguarda uno dei giocatori più rappresentativi: è Neto Pereira, che con il gol alla Pro Patria è salito a quota 9 e sogna, con 360’ ancora davanti, di raggiungere la doppia cifra. Non una quota qualunque: è da sei anni che l’attaccante non tocca un simile score realizzativo. A voler essere precisi, nella stagione 2009/10, quando mise insieme 11 gol, i primi 7 li segnò con l’Itala San Marco, in C/2, prima di passare a Varese a gennaio. «Da molti campionati non riesco ad arrivare in doppia cifra», ammette il brasiliano, «e riuscirci quest’anno sarebbe davvero bello. Mancano 4 partite: ci conto davvero, una soddisfazione simile sarebbe uno stimolo importante per me». Ha già chiesto una mano ai compagni per riuscirci? «In realtà no, ma diciamo che se ci riuscirò, mi toccherà pagare da bere a tutti (sorride, ndr)». Nove gol, conditi da sei assist. Numeri importanti per un “giovanotto” di 37 anni… «Dal punto di vista realizzativo questa è forse la mia miglior annata. È stata assai positiva per me, e se ci sono riuscito devo ringraziare proprio i compagni e tutta la squadra, che mi mette in condizione di potermi esprimere al meglio». E ciò nonostante quel soprannome – “Swarowski” – che si porta dietro da tempo. Le pesa che si dica in giro che lei è spesso infortunato, anche se in realtà non è così? «Ad ogni campionato mi tocca smentire questo nomignolo che, per scherzo, una volta mi affibiò il vice di Sannino, Bettinelli, quand’ero a Varese. Tuttavia basta andare a guardare le statistiche per verificare che ogni anno metto insieme quasi 30 presenze: non riesco ancora a scrollarmelo di dosso, ma ormai ci scherzo su». Il suo contratto scade a giugno, ma c’è un’opzione per l’anno prossimo. Se arriva in doppia cifra, come si fa a non farla rimanere? «Non ci penso, a dire la verità: è una cosa di cui si occuperà il mio agente, io mi concentro solo sul lavoro in campo. Lui sa che qui mi trovo bene e che ho trovato un ambiente serio e una piazza calda: rimarrei volentieri a Padova anche l’anno prossimo». Ma è vero che poi, la stagione successiva, la rivorrebbero a Varese per concludere lì la carriera? «Ho trascorso sei anni in biancorosso, facendo qualcosa di importante e lasciando un bel ricordo nella gente: è normale essere ricordato con affetto. Io adesso penso solo al Padova, alle prossime quattro partite e, mi auguro, alla prossima stagione. Poi, nel calcio, non si sa mai». Dal campo. Penultimo allenamento oggi pomeriggio alla Guizza: ieri Pillon ha recuperato Mazzocco, mentre si è allenato a parte Favalli. Che è dunque in dubbio per la gara di lunedì con l’Albinoleffe.

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