Nuovo Euganeo, Bonetto fa chiarezza: “L’adesione del finanziatore non è certa. Chi ci ha accusato di fare speculazioni farebbe meglio a stare in silenzio”

Nuovo Euganeo, Bonetto fa chiarezza: “L’adesione del finanziatore non è certa. Chi ci ha accusato di fare speculazioni farebbe meglio a stare in silenzio”

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Ospite della trasmissione “Tutti in Campo-Spogliatoi” andata questa sera in onda su tv7, l’amministratore delegato del Calcio Padova Roberto Bonetto ha fatto chiarezza sull’attuale stato del progetto relativo al nuovo Stadio Euganeo. Queste le sue principali dichiarazioni. In grassetto i passaggi più significativi.

Bonetto: “La scorsa settimana, quando ho presentato quella che definirei niente più che una semplice ipotesi sul nuovo stadio, non ho mica dato per certa l’adesione del potenziale finanziatore (e non è detto che il suo dialetto sia quello padovano). In questo momento c’è infatti una società che sta valutando per lui se ci siano o meno i numeri ed i requisiti necessari per garantire la sostenibilità del progetto progetto prospettatogli. Ovviamente, siccome sarebbe lui ad esporsi economicamente, per rispondere in maniera positiva avrà bisogno di determinate prospettive di ritorno economico. I fattori in ballo sono anche quelli della viabilità, del bacino d’utenza e dei parcheggi. In merito alla sua identità posso solo dichiarare che appartiene alla grande distribuzione. Se tutti i tasselli si incastreranno per il verso giusto presenteremo il progetto ufficiale al Comune, per poi, come ha dichiarato il sindaco Bitonci su www.padovasport.tv, attendere gli sviluppi del necessario l’iter pubblico. Affari speculativi? Ho letto anche io questa infelice dichiarazione dell’ex sindaco Ivo Rossi. Beh, ma di cosa stiamo parlando? Su quali basi? In questi casi il silenzio sarebbe d’oro. Andiamo a leggere la storia di Bergamin e di Bonetto e poi parliamo. Noi siamo imprenditori, non affaristi. Anche perché se abbiamo rilevato il Padova è stato solo per passione, non certo per i soldi. E’ sotto gli occhi di tutti quello che è stato speso l’anno scorso e ciò che è stato investito quest’anno. Teniamo poi sempre presente che nella questione stadio noi non siamo investitori, ma promotori. Stiamo semplicemente cercando di mettere insieme alcune persone all’interno dei canoni del piano regolatore. Se ci riusciremo bene, altrimenti continueremo ad occuparci “solo” dell’aspetto sportivo col nostro progetto triennale, ci trasferiremo al Plebiscito e saremo felici di farlo. Così i tifosi avranno la possibilità di stare vicino al terreno di gioco per sostenere la squadra con ancora maggior calore. A prescindere dallo stadio comunque, è indubbio che ci sia la necessità di una nuova casa per il settore giovanile, il cosiddetto “Padovanello” per intenderci”.

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