Obiettivo dimenticare Venezia e puntare al secondo posto

Obiettivo dimenticare Venezia e puntare al secondo posto

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Probabilmente il Padova ha gettato in lago (ieri, sul Garda) le ultime chances per il primo posto. Ma, chiediamoci: è mai stata una possibilità concreta quella di fare una rincorsa folle (dopo aver perso molti punti per strada), superando Parma e Venezia e conquistando il primo posto? Facciamo i conti con la realtà, il Padova ha trovato la sua identità in ritardo, in un girone che non aspetta nessuno, almeno non chi vuole essere promosso.
La strategia di Oscar Brevi per la partita di ieri a Salò, anticamera della doppia-decisiva-fondamentale sfida con Parma e Venezia, è corretta in senso aprioristico, ma debole quando si scontra con la realtà. Ovvero: no, il Padova non ha la rosa del Venezia, e non può permettersi girandole e turn-over, non adesso, non quando deve far sentire il fiato addosso al Venezia e tenere a debita distanza il redivivo Parma. Non per niente poi la partita racconta di un rendimento sotto le attese di Berardocco e Mazzocco (leggi qui le nostre pagelle) e di un Dettori risolutore in campo per 45′.
A livello psicologico il Venezia che scappa via e il primo posto che diventa ormai chimera dopo averci creduto per settimane e settimane può avere ripercussioni. Uno stato mentale da evitare come la peste. E’ vero che può succedere di tutto (vedi nell’altro girone errore del portiere dell’Alessandria che riapre il campionato), ma nelle sei partite che mancano da qui al termine bisogna continuare con lo spirito pre-Feralpi, pensando sempre che oggi come oggi, il nostro scudetto è il secondo posto.

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