Padova, Baldassin: “Ho studiato il modulo, ora mi sento pronto”

Padova, Baldassin: “Ho studiato il modulo, ora mi sento pronto”

Debutto da titolare e gol, Luca Baldassin mostra subito i muscoli, appena ricevuta la piena fiducia del tecnico Pillon: «Sono soddisfatto, sia della mia prestazione che di quella della squadra – spiega il centrocampista, il giorno dopo il primo gol in biancoscudato, intervistato da Il Mattino – Quando posso, cerco di provare a tirare da lontano, e sono contento che mercoledì sia andata bene. È stato un gol importante per me, ma soprattutto per la squadra: era importante vincere, portare a casa i tre punti, anche se dopo 35′ di buona gara abbiamo subìto il gol che ci ha costretto ad abbassarci un po’, ma alla fine abbiamo portato a casa quello che volevamo». Come mai abbiamo aspettato un mese e mezzo prima di vederla in campo dal primo minuto? «Forse perché nasco come mezzala, e ci ho messo un po’ a calarmi nella realtà di un centrocampo a due. Ho studiato i meccanismi, mi sono messo a disposizione, e ho imparato qualcosa anche in quelle partite in cui sono entrato come esterno: Pillon mi ha chiesto di dare una mano a tenere i risultati, ma anche di rimanere un po’ più accentrato, rispetto ad un’ala pura, quindi ho coperto la fascia pur cominciando ad inserirmi nella zona nevralgica della manovra». Dà l’impressione di essere una persona riservata. È così? «Non sono una persona che si fa notare, questo è vero, fuori dal campo. Preferisco farmi sentire, quando serve, durante le partite o gli allenamenti. Finiti quelli, quando finisce l’agonismo, mi vedo con qualche compagno alla sera, ma non disdegno di certo una serata di riposo a casa mia». È vero che avete creato un piccolo gruppetto di amici? «Con Sbraga, Sparacello, De Risio e Finocchio: ci troviamo quasi tutti i giorni, finito l’allenamento, e fin dal primo giorno che sono arrivato mi è piaciuto davvero molto l’ambiente che ho trovato. Questo è un gruppo unito, e questa cosa per me è molto importante». Che sensazione le ha fatto l’Euganeo, dopo aver giocato per sei mesi nel piccolo impianto di Lumezzane? «Questa è una società importante, un ambiente importante: scendere in campo davanti a questo pubblico ti dà una marcia in più. Giocare davanti a quattro o cinquemila spettatori è davvero “tanta roba”, e con i miei compagni mi sto accorgendo che anche in trasferta giochiamo sempre seguiti da un gran numero di tifosi. Per noi è una fortuna, ci dà una carica incredibile». Torniamo al campo: crede alla possibilità di arrivare ai playoff? «Il campionato ci ha insegnato che ogni domenica può succedere di tutto. Noi ci stiamo giocando qualcosa di importante, ma nelle prossime quattro partite incontreremo squadre il cui unico obiettivo è la salvezza, e per questo non saranno affatto partite da prendere sotto gamba. Approfittiamo di questi giorni di vacanza per riprendere un po’ di fiato, e poi ricominciamo a correre: io credo alla possibilità di arrivare al quarto posto, se non lo facessimo non avrebbe senso tutto ciò che abbiamo fatto finora. Avevamo l’obiettivo di salvarci, e l’abbiamo raggiunto con tante giornate di anticipo. Adesso che siamo lì, perché non provarci?». Da stasera la squadra godrà di tre giorni liberi per le festività pasquali. Ci sarà prima, alle 15, un’amichevole al “Vallini” di Piove di Sacco contro la Piovese (Eccellenza), poi i giocatori saranno liberi. Martedì ripresa degli allenamenti in vista di Cuneo (domenica 3 aprile): bisognerà ragionare su una formazione senza Diniz e De Risio, che verranno squalificati.

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