Padova, capitan futuro Mazzocco: “La fascia mi ha dato fiducia e il primo gol all’Euganeo ha fatto il resto”

Padova, capitan futuro Mazzocco: “La fascia mi ha dato fiducia e il primo gol all’Euganeo ha fatto il resto”

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La semifinale d’andata col Venezia, nonostante le tante assenze e le mille difficoltà di formazione, è andata in archivio con un 1-1 che lascia aperta ogni possibilità. E ieri, ad attendere il Padova alla Guizza verso la gara di campionato di domenica, ancora all’Euganeo contro il Teramo, per fortuna c’erano altre buone notizie. Neto Pereira, infatti, dopo aver svolto un allenamento differenziato rispetto al resto della squadra, è stato sottoposto ad una risonanza magnetica per verificare l’effettiva entità del problema muscolare che l’aveva costretto ad abbandonare il campo nel primo tempo del match di Mantova.Un esame quindi più approfondito, rispetto all’ecografia che martedì, in prima battuta, aveva evidenziato una semplice contrattura al flessore lasciando viva la speranza che il brasiliano potesse recuperare per la gara con gli abruzzesi. E così è stato: gli esami hanno dato esito negativo, e Neto Pereira, tra oggi e domani, dovrebbe quindi riprendere gradualmente ad allenarsi con i compagni, provando a stringere i denti e scendere in campo al fianco di De Cenco contro il Teramo. Il Padova, insomma, potrebbe ritrovare molto presto il suo capitano. Ma nel frattempo può anche godersi il suo “Capitan Futuro”, Davide Mazzocco, che, dopo due anni e mezzo in maglia biancoscudata, due sere fa ha trovato finalmente la prima rete davanti al pubblico dell’Euganeo. Un gol pesantissimo, che ha tenuto una squadra in emergenza pienamente in corsa per la qualificazione alla finale di Coppa Italia e che nella sera del derby col Venezia, con la fascia di capitano al braccio, restituisce al Padova un solido patrimonio per il futuro. «Sono molto contento per me,masoprattutto per la squadra che ha fatto una grandissimaprova», le parole del centrocampista, «Sono soddisfazioni vere, portare la fascia di capitano è per me un grande segno di fiducia, che cerco di ripagare sul campo. Sono l’unico rimasto dalla squadra che vinse la Serie D, e continuo per la mia strada guardando avanti». Quanto vale questo gol? «Ogni rete ha sempre un certo valore, eravamo sotto ed era importante rimettere in piedi la partita. Ma questo ha un sapore ancora più speciale, perché nei dilettanti avevo fatto tre gol, tutti in trasferta, e da professionista la prima rete era arrivata a Parma: quello col Venezia è stato permeil primo in assoluto all’Euganeo, e per questo ha assunto un sapore particolare. L’anno scorso il gol mi era mancato, quest’anno ho segnato a Parma e Venezia: non posso certo lamentarmi. L’ho dedicato alla mia ragazza, che era in tribuna e lo aspettava da tanto». È stato un gol semplice? «Non pensavo che mi arrivasse quella palla, De Cenco è stato bravo a trovarmi proprio a pennello: l’ho stoppata bene, e non ho cercato la forza ma ho piazzato sul secondo palo ad incrociare. Ultimamente me ne ero divorate un po’ troppe, di occasioni, e per questo stavolta ho deciso di non cercare la potenza, ma la precisione.”Capitan Futuro”? Non lo so, staremo a vedere. Io sono contento che mi venga data questa grande dimostrazione di fiducia. Mi dà una grande carica». (Da “Il Mattino”)

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