Padova, Centurioni: “Voglio dare il massimo. L’unica strada per la salvezza è pensare solo al campo”

Padova, Centurioni: “Voglio dare il massimo. L’unica strada per la salvezza è pensare solo al campo”

di Gianmarco Zandonà

Queste le dichiarazioni di Matteo Centurioni, nuovo allenatore della prima squadra biancoscudata:

“Come prima cosa non posso che ringraziare la proprietà per avermi affidato questa missione, a me non basta essere qua, voglio la salvezza. Porto freschezza, entusiasmo che devo riuscire a trasmettere ai giocatori. Prometto di fare tutto il possibile per il bene del Padova, e anche i giocatori devono dare il massimo. Non c’è tempo per esperimenti, dobbiamo ripartire da alcune certezze che ci sono. La cosa che mi da sicurezza e dove mi piace lavorare è il campo, non sono fatto per tante conferenze stampa, entro con la massima umiltà e determinazione e l’obiettivo è che la squadra mi segua, ritrovi convinzione. L’unica strada è questa. A grandi linee dobbiamo vincere 3-4 partite, per farlo serve fare gol e quindi bisogna avere il giusto atteggiamento offensivo. Credo di utilizzare la difesa a quattro e un centrocampo folto, solido che sappia fare bene entrambe le fasi, sulla scelta dei giocatori dipende da chi vedo motivato. Le certezze? Bonazzoli ha recentemente segnato e dimostrato di impegnarsi seriamente per la maglia, Trevor, Cherubin è molto coinvolto. Non ho ancora deciso come schierarci in attacco, è una questione di equilibrio. Più si alza il baricentro, si porta giocatori nell’area avversaria e si fa inserimenti, più c’è probabilità di segnare (anche su palla inattiva). Si cercherà di mettere in campo le migliori condizioni fisiche e tecnico tattiche, e dopo anche da parte loro devono metterci del proprio. Non mi aspettavo la chiamata, ero concentrato  sulla Primavera poi domenica sera è stata una cosa improvvisa. Rappresenta sicuramente un’opportunità, ora che ho preso l’incarico voglio fare il massimo, sarò il responsabile ma sono pronto, non ho paura. Penso di potermi approcciare da fratello maggiore, io non sono un sergente di ferro di natura, però mi so fare rispettare. Mi sono già fatto un pò l’idea dello spogliatoio, dovrò usare bastone e carota quando necessario. L’ambiente è dall’inizio che vive la difficoltà del momento, il giocatore deve trovare il giusto equilibrio tra responsabilizzarsi, fare il possibile per essere pronto ma neanche caricarsi troppo con un macigno, che non fa rendere bene. Ho avuto allenatori bravissimi, Giampaolo, Pioli, Tesser, ho mantenuto alcuni loro insegnamenti. Poi studio continuamente tutti i campionati, ho fatto esperimenti con le giovanili ma ora è solo il momento di fare le cose giuste”.

 

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