Padova-Cittadella, le pagelle: Favaro monumentale, bene Ilari, che ingenuità Diniz!

Padova-Cittadella, le pagelle: Favaro monumentale, bene Ilari, che ingenuità Diniz!

Le pagelle biancoscudate della gara odierna

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Favaro 7,5: Il migliore in campo. Non ci fosse stato lui, a fine primo tempo la partita avrebbe tranquillamente potuto ritenersi bella che chiusa in favore del Cittadella. Tra i pali, in uscita, in tuffo, in presa bassa: l’ex Sacilese si è rivelato impeccabile in ogni frangente. Il miracolo lo compierebbe anche in occasione del gol granata, deviando miracolosamente sulla traversa il colpo di testa di Iori, ma sulla ribattuta Litteri non perdona. Insomma, davvero una prestazione maiuscola per un portiere di appena vent’anni. E pensare che sarebbe anche di riserva…

Dionisi 6: Benedetti scende sulla fascia che è un piacere, l’ex Pordenone è dunque chiamato ad arginarne l’esuberanza. Compito non sempre portato a termine con successo. Registra qualcosa nella ripresa, pur non riuscendo praticamente mai ad aggredire con efficacia la metà campo granata.

Sbraga 6: Risicata sufficienza per il centrale romano che, alle prese con la rapidità dell’ottimo Jallow, è spesso andato in difficoltà finendo per commettere qualche ingenuità che avrebbe potuto costare cara. Avrebbe. Perché, sebbene in maniera esteticamente non irreprensibile, l’ex Carrarese una pezza alle proprie leggerezze riesce sempre a metterla.

Diniz 5: Fino al secondo giallo la sua prestazione non era stata per nulla malvagia. Anzi, il suo contributo si era fatto come al solito sentire. Ma lasciare la squadra dieci uomini nel momento più favorevole della gara è stata davvero un’ingenuità da matita blu. Una leggerezza che poi, puntualmente, è costata subito cara.

Favalli 5,5: Nel primo tempo il ritornello che risuona sulla sua fascia di competenza è quello di Profondo Rosso: ogni volta che il Cittadella si riversa in avanti i pericoli si materializzano con disarmante regolarità. Scolastico nella ripresa.

Ilari 6,5: Ci prova, almeno lui, in tre nitide occasioni. Peccato per l’infelice esito delle stesse, ma l’ex Martina Franca è risultato uno dei pochi a tenere in piedi la baracca biancoscudata di fronte alla grande prestazione della capolista.

(dall’84’ Baldassin) s.v.: Gioca davvero troppo poco per potergli assegnare una valutazione, ma gli spunti che l’ex Lumezzane ha evidenziato in fase di inserimento offensivo sono apparsi davvero interessanti. Curiosità di visionarlo nuovamente all’opera.

De Risio 5,5: 4-4-2 contro 4-3-1-2: nonostante ciò, il centrocampo biancoscudato non è stato in grado di reggere l’urto di quello granata. Corre e lotta, ma senza profitto. Da rivedere.

Corti 5,5: La sostanza è più o meno la stessa della valutazione di De Risio. Perché nel primo tempo in mezzo al campo l’intensità biancoscudata non è stata all’altezza della situazione. Arretrato in difesa a seguito dell’espulsione di Diniz, non compie l’imprese di anticipare Litteri in occasione del gol cittadellese.

Petrilli 5: Prestazione sottotono per l’esterno torinese. Mai un dribbling sull’uno contro uno, mai un traversone, mai la corretta gestione del pallone. Giusta la sostituzione, probabilmente anche eccessivamente tardiva.

(dal 73′ Finocchio) s.v.: Entra a venti minuti dal triplice fischio, ma di palloni giocabili gliene arrivano zero.

Altinier 5: E’ l’unico ex di giornata tra le fila del Padova ma non riesce a bissare il gol dell’andata. E questo innanzitutto per il semplice fatto di non riuscire mai ad arrivare alla conclusione verso i pali di Alfonso. I palloni utili che gli vengono recapitati sono gran pochi, questo è fuori discussione, ma l’impressione è che il centravanti mantovano non si sia mai fatto trovare al posto giusto al momento giusto.

(dal 73′ Sparacello) 5,5: Entra nel finale ma non riesce a risultare incisivo. Sovrastato dall’ottimo Scaglia.

Neto Pereira 5,5: Guadagna come sempre falli su falli, ma non basta. Firma l’ultimo tentativo biancoscudato di giornata con una buona conclusione da posizione interessante all’88’, ma senza riuscire a strappare quello che sarebbe stato un pari immeritato. Rimane questo l’unico spunto offensivo degno di nota da parte dell’ex Varese.

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