Padova, dirigenza preoccupata. Il summit e la decisione del ritiro: la situazione

Padova, dirigenza preoccupata. Il summit e la decisione del ritiro: la situazione

La realtà va sempre interpretata nel modo corretto, i numeri letti con intelligenza: così il quarto posto del Padova (ormai sicuro) a 63 punti è un ottimo risultato in assoluto, pessimo per come è maturato in questo finale di campionato. Arrivare a 63 (66, se si vince con il Lumezzane) di rincorsa e apprestarsi a disputare i play-off con l’entusiasmo delle ultime prestazioni positive in campionato vale molto di più che tagliare il traguardo alla medesima quota scarichi, apparentemente demotivati, senza idee e senza mordente.
La dirigenza biancoscudata ha quindi sentito il bisogno di intervenire. Come? Lunedì scorso il summit tra Bergamin-Bonetto e Zamuner ha fatto maturare la scelta del ritiro, anche se non era questa l’unica soluzione di cui si è discusso. Si è parlato anche del possibile esonero di Brevi, soluzione per ora accantonata. La sconfitta di Bolzano ha fatto suonare il campanello d’allarme: così si rischia davvero di fare la figura delle comparse ai play-off. Il Padova invece ha tutta l’intenzione di recitare il ruolo di protagonista lottando fino alla fine per la serie B e questo è il messaggio che Bergamin e Bonetto vogliono dare anche a giocatori e allenatore: il bello deve ancora venire, non ci deve essere la minima traccia di rassegnazione in questo nuovo mini campionato alle porte. Questa mattina alle 9 i biancoscudati partiranno alla volta di Pieve di Soligo (Hotel da Loris), dove si alleneranno sempre a porte chiuse e rimarranno sino alla rifinitura di sabato mattina per poi pernottare, la notte precedente al match col Lumezzane, al “Commodore” di Montegrotto. Servirà? Staremo a vedere, a partire dalla gara con i bresciani, diventata adesso molto più significativa di quanto non suggerisca la classifica.

 

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