Padova, più attenzione nell’area tecnica. Certi errori vanno evitati

Padova, più attenzione nell’area tecnica. Certi errori vanno evitati

Commenta per primo!

La vicenda che riguarda il mancato trasferimento in prestito di Dell’Andrea ci costringe a tornare ancora una volta sull’area tecnica del Calcio Padova. Premessa d’obbligo: Fabrizio De Poli è una brava persona, che, a livello umano, è un valore aggiunto per il Padova di oggi. Si sposa perfettamente con il modus essendi di questa proprietà. Ma è lui il responsabile dell’area tecnica ed è lui che, naturalmente, è responsabile del lavoro delle persone che fanno parte di questo fondamentale (decisivo, visto che parliamo di un club calcistico) ramo della società. La vicenda di Dell’Andrea è l’ennesima che non quadra nella gestione tecnico-sportiva del Padova. Normalmente, in una società di calcio, ci dovrebbero essere comunicazione e conoscenza delle norme. Questa vicenda è un chiaro esempio che al Padova oggi manchino entrambe. Nel caso specifico di Dell’Andrea era necessario far trascorrere un mese dall’ultima partita disputata dal giocatore (Berretti compresa). Come mai Dell’Andrea, il lunedì successivo all’unica gara disputata quest’anno con la Berretti, viene ceduto? Non lo sa il direttore sportivo De Poli? Non lo sa il segretario sportivo Pagliani? Nell’intervista al direttore del Campodarsego, Gementi si parla di interessamento di lunga data. E allora la questione è un’altra ancora. Se sto per cedere un giocatore, come faccio il fine settimana precedente a fargli fare l’unica cosa tale da non rendere possibile la sua cessione? Come fa l’allenatore della Berretti Carraro a convocare Dell’Andrea senza che il direttore sportivo faccia nulla per fermarlo? Come fa l’allenatore della Berretti Carraro a convocare Dell’Andrea senza che il segretario sportivo faccia nulla per per fermarlo? La sintesi della questione: al Padova oggi il management sportivo (De Poli) non comunica con l’organizzazione (il segretario Pagliani) e la struttura tecnica (in questo caso il settore giovanile). E oltre a non comunicare manca la conoscenza dei regolamenti (che mi pare ancora più grave). Perchè non si può vedere, a Padova, che prima si fa un comunicato stampa per comunicare l’avvenuta cessione di Dell’Andrea poi si fa dietrofront. In questo ci spiace andare controcorrente, però non è la prima volta che succede. L’anno scorso ci fu la questione di Cesca. Quest’anno quella di Gorzelewski e poi di Amirante. Oggi quella di Dell’Andrea. Tra l’altro si tratta di questioni non minimali anche dal punto di vista finanziario. Ora per cedere Dell’Andrea bisogna trovare una società professionistica nei prossimi 10 giorni. Ce la faranno? No? E allora il giocatore rimane a carico del Padova. Non discutiamo le scelte di mercato che in una stagione, fisiologicamente, si rivelano alcune giuste e alcune sbagliate, come in tutti i club. Noi più prosaicamente vorremmo capire perchè in questa gestione del Padova succedono queste cose che, come la vicenda Amirante insegna, hanno creato anche fratture tra i soci. Insomma, vorremmo capire come mai la conoscenza del regolamento (essenziale a queste latitudini) sembri un optional non di serie. E’ un peccato, perchè la società (Bergamin e Bonetto) sono solamente da lodare per quanto hanno dato (e stanno dando) alla causa biancoscudata: serve però più attenzione sul lavoro delle persone.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy