Padova più unito, ora la parola magica: continuità

Padova più unito, ora la parola magica: continuità

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In sala stampa le parole dell’allenatore della Reggiana Leo Colucci danno bene l’idea di cosa sia successo ieri sera: “Abbiamo perso i duelli individuali – ha detto – è mancata la cattiveria, che invece il Padova ha messo in campo”. Tutta questione di atteggiamento, di mentalità: il Padova magari sulla carta non surclassa la Reggiana, ma ieri finalmente abbiamo visto uno spirito diverso nel corso dei 90 minuti. Certo, noi che seguiamo il Padova da molti anni, sappiamo che da queste parti è così: bisogna toccare il fondo (vedi sfogo di Brevi e settimana surreale antecedente alla sfida con gli emiliani) per far scattare la cosiddetta “molla”. E alla fine, nessuno ci sperava, i tre punti sono arrivati. Altinier sta tornando ad alti livelli (in pagella gli abbiamo dato 7, così come a Russo, leggi qui), la squadra ha dato prova di grande responsabilità rispondendo nel miglior dei modi all’ultimatum (in realtà si era andati anche oltre l’ultimatum, perchè di fatto la fiducia era già terminata verso Brevi da pate della società), unico neo forse il mancato abbraccio dopo i due gol tra giocatori e tecnico, che avrebbe messo a tacere tutte le voci su presunte spaccature interne. Ora si deve continuare così: un filotto di risultati positivi può rilanciare la squadra (oltre che salvare la panchina di Brevi), a cominciare dall’insidiosa trasferita a Santarcangelo.

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