Padova, Sbraga ormai è un punto fermo: “I meccanismi migliorano, la solidità deve essere la nostra forza”

Padova, Sbraga ormai è un punto fermo: “I meccanismi migliorano, la solidità deve essere la nostra forza”

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Il primo acquisto del mercato di gennaio biancoscudato ha avuto ormai un mese per ambientarsi e a conti fatti è divenuto un punto fermo per mister Pillon. Con Andrea Sbraga in campo la squadra ha raccolto 7 punti in 3 partite subendo una sola rete e il difensore dalla cresta gialla può ritenersi decisamente soddisfatto come dichiara al Gazzettino: “Sono contento, pure per l’intesa con i compagni del pacchetto arretrato che era la cosa che più mi preoccupava. Invece i meccanismi migliorano di partita in partita e le cose stanno procedendo meglio di quanto mi potessi aspettare, ora però dobbiamo continuare così”. La difesa patavina è la terza migliore del girone dietro a Reggiana e Cremonese, con sole 4 reti subite dall’arrivo del nuovo tecnico e anche Sbraga indica che la strada imboccata è quella giusta: “Il merito è di tutti, dagli attaccanti che sono i primi difensori, agli esterni che si abbassano fino ai centrocampisti che danno una grossa mano. La nostra forza deve essere la solidità perché poi con le qualità del nostro reparto offensivo qualcosa esce sempre. La salvezza resta il nostro primo obiettivo e ormai è vicino, ma giochiamo una gara alla volta pensando a migliorare. Questo girone è il più difficile, un’altra categoria rispetto a quello da cui vengo per cui non si sa mai quello che può succedere”. Non solo per la qualità del girone, il difensore romano è rimasto impressionato anche per il calore del pubblico di Padova, dove sta cominciando ad ambientarsi: “Sapevo che avrei trovato una tifoseria “top” e ho visto che ci seguono in tanti anche in trasferta, anche se non siamo in testa alla classifica. Noi pensiamo a fare bene e contiamo di vedere sempre più gente perché il contorno di pubblico regala fascino alla gara e ci dà una spinta in più. La città mi piace, sto cercando casa dalle parti di Prato della Valle e finalmente sto imparando a girare senza navigatore, anche se non capisco perché gli ultimi arrivati chiedono indicazioni stradali a me, come se fossi qui da sempre…”.

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