Padova, si avvicina la scelta per la panchina. Zamuner: “Chi avrà più motivazioni sarà il prossimo allenatore”

Padova, si avvicina la scelta per la panchina. Zamuner: “Chi avrà più motivazioni sarà il prossimo allenatore”

«Voglio gente con motivazioni. Chi ne avrà di più, diventerà l’allenatore del Padova». Siamo ormai sempre più vicini alla stretta finale per l’investitura del nuovo tecnico biancoscudato, e le parole di Giorgio Zamuner rendono chiara l’idea di quali requisiti dovrà avere l’erede di Pillon.
Dopo che nella passata settimana il nuovo responsabile dell’area tecnica aveva avuto un faccia a faccia con Oscar Brevi, ieri mattina è stato il turno di un altro candidato, vale a dire Roberto D’Aversa. L’incontro è andato in scena a Pesaro, località prescelta dato che si trova a metà strada tra Ferrara dove abita Zamuner e Pescara dove risiede l’allenatore. «Abbiamo fatto una chiacchierata – sottolinea Zamuner – che mi è servita per rendermi conto in maniera più approfondita di quali sono le sue idee, fermo restando che è un allenatore che già conosco avendo visto giocare il Lanciano nelle ultime due stagioni. E naturalmente gli ho spiegato cosa vuole il Padova. Sostanzialmente questa è una fase nella quale sto raccogliendo informazioni che vaglierò insieme alla società, e poi prenderò una decisione. Non ho tutta questa fretta, ma è giusto che venga presa entro questo fine settimana per iniziare a programmare la stagione con il tecnico».
Sull’incontro avvenuto a Pesaro non manca un flash di D’Aversa: «È stato un faccia a faccia iniziale nel quale abbiamo parlato un po’ di tutto, ci dobbiamo riaggiornare. Conoscevo già Zamuner, è una persona seria e un bravo professionista, e ha le idee chiare». D’Aversa ha un altro anno di contratto con il Lanciano. «Non penso che sia un problema, anzi». Padova è la sua prima opzione? «La reputo una piazza importante, non da Lega Pro. Poi dal dire questo al decidere di darmi il compito, ce ne vuole ancora». Ha chiesto alcune garanzie? «È la proprietà che deve dare gli obiettivi, io faccio l’allenatore. Ma è importante che ci sia un unico modo di pensare da parte di tutti e ci devono essere le condizioni per poter lavorare al meglio».
Oltre a Brevi e D’Aversa c’è, come noto, un altro papabile per la panchina che risponde al nome di Mario Petrone. A stretto giro di posta Zamuner si vedrà anche con lui: fino al tardo pomeriggio di ieri il direttore biancoscudato non l’aveva ancora contattato per fissare un incontro e considerato che Petrone abita a Olbia, ciò comporta che per spostarsi deve essere avvisato per tempo. E allora si può ipotizzare che l’incontro possa avvenire magari domani.
Al termine di questa ulteriore chiacchierata, Zamuner probabilmente risentirà di nuovo Brevi, dopodiché i tempi saranno maturi per operare la scelta che gli dà maggiore affidamento.
Intanto, il dg avrà anche all’ombra del Santo come braccio destro Marcelo Mateos, già al suo fianco quest’anno a Pordenone, che è in possesso del patentino di direttore sportivo e al Padova ricoprirà il ruolo di team manager. Il che significa che Carlo Pontin, tra l’altro un fedelissimo dell’ex diesse Fabrizio De Poli, potrebbe non essere confermato nel suo incarico. (da Il Gazzettino)

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