Padova, una poltrona per tre (Brevi in pole). Ecco gli identikit dei potenziali allenatori biancoscudati

Padova, una poltrona per tre (Brevi in pole). Ecco gli identikit dei potenziali allenatori biancoscudati

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Oscar Brevi, Roberto D’Aversa o Mario Petrone: quella per la panchina del Padova è una corsa a tre. “Sì, il nuovo allenatore risponderà a uno di questi nomi”, ha confermato il neo dg Zamuner la scorsa settimana ai colleghi del Mattino.
Con il primo, che sembra partire in vantaggio, l’ex procuratore ha già avuto un incontro a Reggio Emilia la scorsa settimana, in occasione della semifinale del campionato Primavera tra Torino e Juventus. D’Aversa e Petrone, invece, sono in fase di valutazione proprio in queste ore. Ancora qualche giorno d’attesa, dunque. Poi si saprà a chi spetterà il compito di raccogliere la pesante eredità di Bepi Pillon.

Vi proponiamo intanto gli “identikit” dei tre candidati. Nelle mani di uno di loro verranno presto riposte le speranze di tifosi e addetti ai lavori per la prossima stagione biancoscudata.

 

Il quarantottenne Oscar Brevi, ex difensore tra le altre di Como, Ascoli e Torino (di cui è stato anche capitano), è legato a Zamuner da un consolidato rapporto d’amicizia. Il dg biancoscudato, infatti, ne deteneva la procura. La sua carriera da allenatore lo ha visto esordire alla guida proprio del Como, in Prima Divisione, nell’ottobre del 2009, in tandem con Ottavio Strano. Dopo un anonimo dodicesimo posto, nel successivo campionato Brevi ha funto formalmente da vice di Carlo Garavaglia, piazzando la squadra nuovamente a metà classifica. Poi è stata la volta di un’esperienza in agrodolce sulla panchina della Cremonese. Alla conquista dei playoff nella stagione 2011-2012 (eliminazione in semifinale per mano del Trapani) è infatti seguito primo esonero della sua carriera nel settembre successivo. Il riscatto è comunque arrivato presto, stavolta a Catanzaro: nuova conquista dei playoff al termine del campionato 2013-2014. Ma anche in questo caso l’happy ending non c’è stato, data l’immediata eliminazione ad opera del Benevento. Le ultime due esperienze sono state invece a dir poco negative: esonero dalla SPAL nel dicembre del 2014 e medesima sorte a inizio anno al timone di un Rimini invischiato nei bassifondi della classifica del girone B (nel mezzo, l’estate scorsa, una dimissione per motivi familiari da tecnico della Torres dopo nemmeno un mese di lavoro).

 

Decisamente più breve il curriculum di Roberto D’Aversa, ex centrocampista classe 1975 (assistito anche lui da Zamuner) con all’attivo una sola esperienza alla guida del Lanciano, ultima delle quindici società nelle quali ha militato durante la sua carriera da calciatore. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo nel 2013, infatti, ha ricoperto per un anno il ruolo di team manager della squadra frentana, per poi assumerne la guida nel giugno del 2014 al posto di Marco Baroni, in Serie B. Bene la prima stagione, con una salvezza a più tre sui playout, decisamente peggio la seconda, ossia quella appena terminata: esonero a fine gennaio con la squadra penultima in classifica. Così come nel caso di Brevi, la voglia di riscatto non mancherebbe.

 

Mario Petrone, quarantatré anni, è invece il candidato con più esperienza alle spalle. Terminata anzitempo la carriera di calciatore (spesa interamente in contesti non professionistici) per via di numerosi infortuni, ha impugnato la lavagnetta da allenatore a soli ventisette anni, facendosi le ossa con la gavetta. Dopo gli inizi in Eccellenza con Capri Isola Azzurra, Calangianus (promozione in Serie D nel 2002) e Tempio, ha allenato nella stagione 2004-2005 i maltesi del Msida Saint-Joseph e l’anno seguente la Nuorese, portandola dalla D alla C2. Poi, da neopromossa, l’ha condotta addirittura ai playoff per la C1 (eliminazione per mano del Pergocrema). Forte di questi risultati, nell’estate 2007 è approdato alla guida del Lumezzane, sempre in C2, venendo però esonerato a sole tre giornate dal termine del campionato. Medesimo, infelice esito è maturato poi l’annata successiva al timone del San Marino, società in cui è però tornato nel 2010, dopo essere ripartito dal Sanluri, in Serie D. Risultato? Promozione in Prima Divisione nel 2012. Ma non è stata vera gloria. Il salto di categoria è stato infatti seguito da un nuovo esonero, il 2 ottobre successivo, e da un ritorno in Seconda Divisione, per guidare il Bassano. La società giallorossa si è rivelata il suo trampolino di lancio: promozione nella nuova Lega Pro unica ottenuta con ben cinque giornate d’anticipo e conseguente chiamata del rinnovato Ascoli, intenzionato a tornare in Serie B. Obiettivo puntualmente raggiunto a fine campionato da seconda classificata, vista la revoca della promozione in cadetteria del Teramo e la retrocessione del Catania per illecito sportivo. Ma la sua prima stagione di B non si è rivelata fortunata, tanto che il contratto che lo legava al sodalizio marchigiano è stato rescisso già a novembre. Il suo, in queste settimane, è uno dei nomi più appetiti tra le squadre di Lega Pro. Previsto un incontro con Zamuner nella giornata di mercoledì.

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