Bonetto lascia: “Facciamo un passo indietro, questo lavoro ci porta via troppe energie. La maggioranza delle quote andrà a Joseph Oughourlian”

Bonetto lascia: “Facciamo un passo indietro, questo lavoro ci porta via troppe energie. La maggioranza delle quote andrà a Joseph Oughourlian”

di Tommaso Rocca

Roberto Bonetto lascia la presidenza del Calcio Padova dopo due anni (cinque, comprendendo il periodo insieme all’ex socio Giuseppe Bergamin). Lo ha annunciato oggi in conferenza stampa, inseme al figlio Edoardo (vicepresidente) e al socio Moreno Beccaro. La maggioranza delle quote (da capire ancora l’assetto societario definitivo) passa nelle mani di Joseph Oughurlian, che attualmente detiene il 40% (ed è presidente anche del Lens, club di seconda divisione francese). A fine mese è in programma una conferenza stampa in cui il nuovo proprietario del Calcio Padova spiegherà il progetto tecnico.

Qui di seguito le dichiarazioni di oggi in conferenza stampa:

Roberto Bonetto: “La giornata di oggi è un pò come il nostro umore. Ci troviamo nuovamente di fronte a una conferenza stampa a distanza di cinque anni da quella di rinascita del Calcio Padova dopo il crack finanziario, da quella partenza con il pulmino giallo da Piazzola. Sono stati cinque anni fantastici con gioie e delusioni come quelle degli ultimi due anni. L’esperienza è stata straordinaria ma sentiamo il bisogno di riappropiarci della nostra vita, dei nostri affetti che abbiamo dovuto trascurare e della vicinanza delle nostre famiglie. Nei momenti di difficoltà e in generale valutando l’operato dei nostri cinque anni possiamo dire ci aspettavamo qualche pacca sulla spalla in più e qualche infangata in meno. Questi cinque anni sono stati indimenticabili ma dobbiamo dire la verità, ci hanno tolto troppe energie fisiche e nervose. Chiaramente speravamo in un finale diverso per questo campionato in modo tale da poter uscire di scena in modo migliore. Vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno lavorato al nostro fianco, in particolar modo chi lavora tutti i giorni dietro le quinte dalle scrivanie ai vari campi da gioco, hanno sempre dimostrato come noi di portare il Biancoscudo nel cuore. Vogliamo ringraziare i tifosi augurandogli di tornare a gioire come un anno fa quando abbiamo vinto il campionato. Vogliamo ringraziare anche i giornalisti che hanno raccontato il tutto sempre con un occhio di riguardo per il Calcio Padova. Siamo soddisfatti di aver conseguito importanti risultati sportivi e di aver riavvicinato alla squadra una piazza come confermato dai 5 mila e oltre abbonati della stagione che sta per terminare. Non abbiamo solo puntato sulla prima squadra ma abbiamo continuato ad investire sul settore giovanile portando a casa risultati importanti come il titolo nazionale under 15 nella scorsa stagione, in più diversi giocatori delle nostre giovanili hanno attirato l’interesse di club di serie A. Quando siamo arrivati c’era il nulla, ora 230 atleti selezionati fanno parte delle nostre giovanili, altrettanti nell’Academy, con 60 bambine che l’anno prossimo sono destinate a salire di numero. Quando siamo entrati nel Calcio Padova ci è stato chiesto di preservare una storia centenaria di questo club. Ad eccezione dei soci fondatori della Biancoscudati Padova e di quelli attuali, che ringrazio, l’aiuto delle forze economiche in città non è stato tale da farci compiere il definitivo salto di qualità che auspicavamo. Non abbiamo mai millantato di avere risorse economiche infinite, ma con i rapporti sviluppati nel nostro lavoro abbiamo avuto la possibilità di conoscere Joseph Oughourlian, un imprenditore di altissimo profilo che condivide con noi passione per il calcio e per le sfide sportive. Nell’ottica di fare il meglio per il calcio Padova, la nostra decisione è di passare a Joseph Oughourlian e al suo staff le nostre azioni e le quote di maggioranza della società. Rimarremo con impegno minore all’interno della società, se ci verrà chiesto un parere daremo il nostro contributo.

Il dispendio di energie fisiche e nervose è stato enorme, in questo ultimo anno abbiamo superato il limite e abbiamo deciso di fare un passo indietro. Come ho detto ci aspettavamo qualche pacca sulla spalla in più e qualche infangata in meno. La possibilità di cedere a un padovano? Abbiamo avuto qualche incontro ma a novembre ci è stato detto di aspettare fino a marzo-aprile. A quel punto non potevo aspettare fino a fine campionato e ho continuato il percorso iniziato con Joseph Oughourlian con cui ci tengo a sottolineare che il rapporto è comunque ottimo. Dopo aver fatto quello che abbiamo fatto le offese ricevute non mi danno stimolo di continuare. Non è un problema economico ma di energie, di continue infangate. Stavo trascurando il mio lavoro e non mi potevo permettere di continuare in questa maniera. Abbiamo portato avanti progetti importanti, volevamo portare la curva a bordo campo, rifare lo stadio, anche ieri abbiamo avuto incontri con Abodi a Milano per portare avanti il progetto, purtroppo ci sono dei tempi tecnici che dobbiamo rispettare e che non dipendono da noi. Abbiamo lavorato, continueremo a lavorare per portare avanti questo sogno, quando sento dire che millanto però non ci sto. Abbiamo lavorato per il bene della società portando via tempo alle nostre famiglie senza mai parlare per niente e soprattutto mettendoci sempre la faccia. Non è una resa, ci siamo presi l’impegno di non far rivivere a Padova gli incubi dell’estate del 2014 e penso che oggi passando la proprietà a un fondo di importanza internazionale come quello presieduto da Joseph Oughourlian il nostro impegno è stato portato a termine raggiungendo gli obiettivi. Ora c’è uno staff che lavora, una società che funziona, la società ha zero debiti, è sana e viene lasciata in mano a gente seria. Le quote? Ora non possiamo ancora parlare, entro fine mese ci sarà la conferenza stampa di Joseph che potrà scendere nei dettagli. Padova non a un padovano? Probabilmente qualcosa ci sarà visto che è da anni che qualcuno del luogo non viene ad investire qui. In caso di salvezza? Avrei lasciato lo stesso, con meno amarezza ma la decisione era già presa. Il dispendio di energie mie e delle persone che sono qui con me oggi stava diventando troppo. Questa è una conferenza stampa di saluto per comunicare la nostra decisione, per il futuro sarà la nuova proprietà parlare e decidere delle sorti e delle prossime figure che lavoreranno per questa società. La nuova proprietà è ambiziosa, vuole vincere negli affari e nella vita, credo faranno il meglio per la società, le intenzioni sono positive. Lo stadio? Con l’amministrazione c’è un ottimo rapporto, il nostro passo indietro non è minimamente per le difficoltà emerse nella questione stadio. Entro il 15 luglio prepareremo il piano di fattibilità, ci saranno dei tempi tecnici che porteranno alla fase successiva, vedremo se l’amministrazione riuscirà a procrastinare le scadenze imminenti per quei 2 milioni. Abodi è positivo? Sono contento, come sarò contento se Padova avrà il suo nuovo stadio di cui sarò stato promotore, anche se non sarò il presidente. Usciamo a testa alta, come proprietà abbiamo messo a disposizione della parte tecnica quello che ci era stato richiesto, abbiamo cercato di fare il massimo e per questo non dobbiamo avere rimpianti. Dopo oggi non parlerò più, auguro alla società il meglio possibile e sempre Forza Padova!”.

Edoardo Bonetto: “Riconosco tante cose positive e tanti errori. Quando retrocedi con una stagione come questa gli errori ci sono sicuramente. Questi cinque anni mi hanno cambiato. Il Calcio Padova non è la nostra azienda, i tifosi giustamente cantano il Padova siamo noi. Hanno ragione, noi siamo abituati a lavorare e prendere scelte per il bene delle nostre aziende, nel Calcio Padova c’è un equilibrio che non è semplice mantenere. Probabilmente i presidenti migliori sono quelli che non sono tifosi. Avrei lasciato comunque e chi mi conosce bene lo sa, preferivo chiaramente farlo senza la coltellata della retrocessione. A Padova non siamo mai stati amati, si è visto l’anno scorso quando abbiamo rilevato le quote di Bergamin, pur portando risultati importanti. Io sono o bianco o nero, non resteremo con ruoli poco chiari, la nuova proprietà avrà giustamente la possibilità di lavorare in totale autonomia”.

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