Parola d’ordine: remuntada. Padova ritorna a sognare

Parola d’ordine: remuntada. Padova ritorna a sognare

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Remuntada, come dicono i catalani. Ecco la parola d’ordine per questo finale di campionato del Padova: altro che tranquilla salvezza, altro che noia da metà classifica: Neto Pereira e soci hanno fatto un grande regalo al pubblico padovano. Ovvero tenere viva la speranza di raggiungere un importante traguardo, insperato fino a qualche mese fa.
Perchè sperare. A inizio campionato avevamo inserito il Padova tra le possibili pretendenti alla zona play-off perchè la rosa, seppur ristretta, ha qualità importanti (vedi nostro articolo con la griglia di partenza stilata a inizio settembre). A gennaio l’acquisto di De Risio si è rivelato lungimirante (visti i successivi problemi, poi risolti, con Bucolo, e l’infortunio recente a Corti), così come quello di Finocchio (validissima alternativa a Petrilli, che rimane comunque uno dei migliori giocatori della rosa) e di Sparacello (può fare la staffetta a partita in corso con uno dei due attaccanti Neto-Altinier). Lo spostamento di Diniz a destra dà la sensazione di un ulteriore aumento della qualità complessiva dell’undici di partenza. Le ultime due nette vittorie, inoltre, parlano chiaro: la squadra, una volta blindata la salvezza, ha mentalmente cambiato obiettivo. E una mano può arrivare dal calendario perchè scollinato il difficile trittico (Pavia già vinta, Pordenone la prossima e Cremonese il 23) c’è una bella discesa: Cuneo, Pro Patria, Albinoleffe e Giana Erminio. La caratteristica di questo girone è la spaccatura tra il gruppone che punta ai play-off, dalla Cremonese in su, e le altre squadre che puntano alla salvezza dal Lumezzane in giù. Se il trend dovesse rimanere lo stesso, non sarà troppo difficile fare punti con le squadre di bassa classifica. Ma ovviamente è tutta teoria.
Cosa dicono i numeri. Il momento comunque è propizio: Padova, con Cittadella e Bassano, sono le squadre che godono di miglior salute. Sei gol fatti nelle ultime due gare, media di 2 punti secchi a partita con Pillon in panchina (sette vittorie, cinque pareggi e un ko), miglior difesa dopo la Reggiana.
Corsi e ricorsi. Per chi è scaramantico ci sono anche dei precedenti: la rimontona con Sabatini nel 2008/09 che è culminata con la promozione in B, la salvezza l’anno successivo in B sempre con Sabatini, la cavalcata con Dal Canto che ha portato nel 2011 alla finale play-off per la serie A contro il Novara. Insomma, a Padova ne abbiamo viste delle belle in passato. Perchè non credere a un nuovo miracolo? La piazza, se vuole, sa stringersi attorno alla squadra facendola sentire ancora più forte. Allora sognamo, non costa nulla!

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