Petrilli: “Rispetto le scelte del mister ma mi hanno penalizzato. Bene fino a febbraio poi non so cosa sia successo”

Petrilli: “Rispetto le scelte del mister ma mi hanno penalizzato. Bene fino a febbraio poi non so cosa sia successo”

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I giocatori di talento si sa sono sempre al centro delle discussioni, accade quando le cose vanno bene, figuriamoci quando vanno male. Nicola Petrilli, dopo una prima parte di stagione convincente condita con sei reti e diverse prestazioni sopra la media che gli sono valse il rinnovo del contratto fino a giugno 2018, attraversa da qualche tempo un periodo non facile. Dal rigore fallito contro il Renate a fine febbraio l’esterno biancoscudato è stato impiegato dall’inizio una sola volta contro la Pro Patria, quando fu sostituito dopo un’ora di gioco, e pare non riuscire a ritrovare lo spunto che gli ha permesso di essere più volte decisivo nella prima parte del campionato. Domenica, contro la Giana Erminio, Petrilli è entrato a quattro minuti dal termine quando ormai i giochi erano fatti e la gara era ormai compromessa come lo stesso giocatore dichiara al Gazzettino: “Sono entrato a freddo, eravamo sotto 2-0. Non dico che sia stato inutile perché quando entri in campo devi dare sempre il massimo, però sicuramente potevo fare ben poco. Siamo tutti amareggiati e delusi perché era una grande opportunità e ce la siamo mangiata. Non è ancora detto niente, dato che la matematica non ci condanna, anche se è più difficile di prima. Vediamo cosa succede. C’è comunque la consapevolezza di avere disputato un girone di ritorno alla grande e forse se iniziavamo prima a pensare di essere una squadra forte, potevamo toglierci senz’altro più soddisfazioni. Però il calcio è fatto di episodi e di ogni singola partita, e se non le affronti tutte con la stessa testa, fai questa fine qui”. Come detto ultimamente Petrilli vede poco il campo tanto da essere stato impiegato solo in 5 delle ultime 8 gare e tra l’altro sono una volta dal primo minuto. L’esterno offensivo ex Crotone e Nocerina non ha trovato lo spazio che si aspettava in questo momento della stagione, specialmente dopo aver rinnovato il contratto vista la volontà di entrambe le parti: “Fino a febbraio ho sempre giocato, poi da lì in avanti non so cosa sia successo. L’allenatore ha le sue idee e ha fatto le sue scelte, e bisogna rispettarle perché anche questo è essere dei professionisti. Quindi va bene così, adesso finiamo al meglio il campionato e per l’anno prossimo vediamo. Il rinnovo del contratto doveva essere uno stimolo ulteriore, e invece… Fisicamente posso anche avere avuto qualche calo, ma non penso che duri tre mesi. Di sicuro sono stato penalizzato dalle scelte dell’allenatore. Giocare cinque o dieci minuti, poi non entrare per tre-quattro partite, non è facile. Va comunque bene così. Io mi tengo quello che ho fatto perché ne sono soddisfatto, anche se potevo indubbiamente fare qualcosa di più se l’annata fosse continuata come nei primi sei mesi. Anche questo però fa parte del gioco, e guardiamo avanti”.
Il rapporto con il gruppo e la società non è certamente in pericolo, bisogna guardare al futuro, sia a breve termine per finire comunque in maniera positiva questa stagione, sia in vista della prossima per regalarsi un’annata da protagonisti: “La società mi ha sempre voluto bene e mi ha sempre lodato anche in questi momenti nei quali gioco meno: mi riferisco alla famiglia Bonetto e al presidente Bergamin, c’è un’intesa fantastica con loro. Anche con la moglie del presidente c’è un rapporto di stima e di rispetto reciproco che va al di là del campo. Da questo punto di vista sono tranquillo e non ho alcun problema, però è normale che uno come me voglia giocare perché non sono più un ragazzino e non posso perdere annate come è stato nella seconda parte di questa stagione”.

 

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