Pillon: “Scarichi mentalmente dopo la grande rincorsa. Ora finiamo bene poi parleremo del futuro”

Pillon: “Scarichi mentalmente dopo la grande rincorsa. Ora finiamo bene poi parleremo del futuro”

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È un Bepi Pillon piuttosto deluso quello che all’indomani della sconfitta contro la Giana parla al Gazzettino conscio che, nonostante la matematica non abbia ancora definitivamente condannato i biancoscudati, i playoff sono ormai svaniti: “Siamo arrivati a fine stagione un po’ scarichi mentalmente dopo la grande rincorsa che abbiamo fatto. Dovendo rincorrere partita dopo partita un po’ di pressione finisci per risentirla, e abbiamo toppato nelle partite che contano. Sto rosicando tanto, e sono molto incazzato. Dovevamo essere pronti per cercare di entrare nei play off perché ne avevamo le possibilità, purtroppo invece le cose non sono andate così. Ciò non toglie però tutto quello che abbiamo fatto finora, anche se chiaramente la delusione è grande. Dentro di me provo un grandissimo rammarico perché ho creduto tanto ai play off. Ho lavorato cinque mesi per questo obiettivo, e poi vedi svanire tutto. È come andare a Roma e non vedere il Papa”.
Qualche piccolo campanello d’allarme lo si era già avuto con Pro Patria e Albinoleffe, gare vinte dal Padova contro squadre decisamente inferiori ma palesando alcune amnesie e mostrando una flessione dal punto di vista della prestazione: “Sono d’accordo, c’era stata qualche avvisaglia. Ripeto, siamo arrivati mentalmente un po’ scarichi e fisicamente abbiamo dato tanto. Poi quando perdi lucidità, perdi anche giocatori. Non voglio cercare alibi, ma sono venuti a mancare elementi importanti come Corti e De Risio nel momento topico del campionato. Senza togliere nulla a Mazzocco, Baldassin e Bucolo, che hanno fatto il loro, De Risio è un giocatore che abbiamo preso a gennaio proprio per le sue caratteristiche essendo un centrocampista che ha forza fisica e ti consente di verticalizzare maggiormente il gioco, mentre Corti ti dà tanto sul piano dell’esperienza”.
A proposito della linea mediana, nella ripresa contro la Giana Bucolo è stato messo davanti alla difesa sulle orme di Gasbarroni, ma il fantasista ex Parma si allargava sottraendosi spesso alla marcatura del centrocampista biancoscudato: “Vero, ma eravamo sbilanciatissimi e ci stavamo giocando il tutto per tutto. Ho messo Bucolo lì per dare più sostanza al centrocampo e perché Gasbarroni viaggiava sempre tra le linee, ma è stato intelligente il giocatore della Giana nell’allargarsi sulle corsie esterne per cercare altre soluzioni. Purtroppo è andata così, ma anche se stavamo lì tutta la giornata non avremmo segnato. È andato tutto storto, basta vedere anche i loro gol. Se va dentro il tiro di Baldassin dopo cinque minuti, magari è un’altra partita. Anche se resta il fatto di non avere giocato bene e che loro sono stati più cattivi e reattivi di noi”.
Cunico in campo dopo un quarto d’ora nella ripresa, Petrilli e Sparacello gettati nella mischia solo sul 2-0: i cambi sono stati ritardati troppo? “Cambiare prima o dopo, non è quello il discorso. Ho visto che anche cambiando le cose non sono andate bene. Ho provato la mossa della disperazione, però non ha dato frutti”.
La matematica tiene il Padova ancora in gioco (bisogna sperare che l’Alessandria perda in casa con la Reggiana e poi batterla all’Euganeo nell’ultimo turno), ma obiettivamente è durissima: “Dobbiamo cercare di finire bene questo campionato. Andiamo a Bassano a fare una bella prestazione per non buttare tutto all’aria. Mi piacerebbe vedere la squadra che gioca un bel calcio, anche se non avremo Fabiano e Favalli per squalifica. Dionisi è comunque pronto, e speriamo di recuperare Anastasio. Poi ci tengo a chiudere al meglio anche con l’Alessandria”. Sul futuro mister Pillon non vuole ancora sbilanciarsi: “Ci troveremo con la società e parleremo. Dipende anche dalle prospettive che ci sono. Cosa serve per il salto di qualità? Sinceramente non ci ho ancora pensato, ero troppo concentrato sull’obiettivo playoff”.

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