Pordenone-Padova, l’ex Finocchio: “Nessun rancore, ma dicevano che non ero adatto al modulo di Tedino”

Pordenone-Padova, l’ex Finocchio: “Nessun rancore, ma dicevano che non ero adatto al modulo di Tedino”

C’è un giocatore che attende Pordenone-Padova con trepidazione, più di chiunque altro. Perché la sfida in casa dei neroverdi è la “sua” partita: può permettergli di dimostrare, proprio davanti a chi due mesi fa ha deciso di “scaricarlo”, di aver commesso un errore. Francesco Finocchio oggi è diventato uno degli elementi portanti del Padova spumeggiante delle ultime apparizioni. E tornare al “Bottecchia” da avversario, per lui che fino a gennaio vestiva la maglia dei “ramarri” (che ne detengono ancora il cartellino) porterà grandi emozioni. «Penso di essere andato via da Pordenone perché qualcuno ha pensato che non fossi adatto al modulo di Tedino», si rammarica l’esterno italo-brasiliano. «Sono state prese altre decisioni, le nostre strade si sono separate, e a me un po’ è dispiaciuto, perché lì avevo un bel rapporto con tutti, e non è mai facile lasciare un posto in cui si sta bene. Ma sono arrivato in una società importantissima e in un gruppo ambizioso, quindi non potevo chiedere di meglio: Padova è una piazza prestigiosissima, forse la più importante della categoria, e con questa maglia adesso voglio giocarmela». Per la terza settimana di fila, domani Finocchio sarà in campo dal primo minuto. E proverà in tutti i modi a prendersi la sua piccola rivalsa. «Non c’è alcun rancore, però ho tanta voglia di far bene, anche se non devo dimostrare niente a nessuno. Se la partita dovesse andare bene, sarei doppiamente felice: sarebbe una piccola rivincita per me, e un grande passo in avanti per la squadra. Io sono in un momento positivo, e sono davvero carico in vista di questa gara». Nei giorni scorsi, i messaggini con i vecchi compagni non sono mancati. «Alberto Filippini è l’amico più caro che ho lasciato lì, e in settimana ci siamo mandati a vicenda i classici sfottò. Lui ha giocato in passato con il Padova, ma contro di noi non ci sarà, dal momento che è squalificato. Forse è un bene, visto che finora è stato l’attaccante che da loro ha segnato di più: lui mi ha fatto scherzosamente gli auguri, io l’ho preso in giro, anche se so che teneva molto ad esserci per questa gara». Superata l’emozione iniziale, Finocchio cercherà di dare una mano al Padova per tentare l’impresa. A maggior ragione visto che nessuno, meglio di lui, conosce il modo di giocare dei neroverdi e di Bruno Tedino. «Il Pordenone è una squadra veloce ed intensa, che fa dell’intensità e dell’aggressività le sue armi migliori. E poi ha un vantaggio: quello di conoscere il terreno di gioco, che è molto piccolo e stretto. Nonostante siano due squadre propositive, Padova e Pordenone hanno comunque delle diverse peculiarità: i neroverdi fanno più possesso palla, hanno una struttura fisica diversa dalla nostra, visto che sono più piccoli e rapidi. Ma il Padova ha bisogno di fare risultato se vuole rimanere agganciato al treno playoff: sarà difficile, ma dobbiamo crederci». Oggi alle 10 la rifinitura alla Guizza: ultime prove generali per Pillon, che dovrebbe confermare lo stesso undici che ha battuto il Pavia. (Da Il Mattino)

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