Samb-Padova segnata dal terremoto. E Dionisi scrive al sindaco di Amatrice, suo ex allenatore

Samb-Padova segnata dal terremoto. E Dionisi scrive al sindaco di Amatrice, suo ex allenatore

Sambenedettese-Padova non potrà più essere una gara come le altre. Tra due giorni scatta il campionato di Lega Pro, ma i giorni di vigilia non sono quelli che tutti si sarebbero aspettati. Il terremoto agita la marcia di avvicinamento alla sfida del “Riviera delle Palme”: la gara tra i marchigiani e i biancoscudati, in programma sabato alle 16.30 (arbitro Fourneau di Roma), al momento dovrebbe giocarsi regolarmente. Ma non potrà essere in alcun modo la festa che tutti avrebbero voluto vivere. Mercoledì nero. Il sisma che l’altra notte ha colpito Lazio, Umbria e Marche non ha avuto dirette ripercussioni sulla Sambenedettese, a 72 ore dall’esordio in quella terza serie inseguita per sette lunghi anni. Ma il dolore per i morti, e la ferita riapertasi dopo il precedente di L’Aquila, hanno di certo tolto la serenità alla compagine marchigiana, arrivando di riflesso anche a Padova. Il calcio, però, non si ferma: nonostante ieri mattina abbiano cominciato a circolare “voci” di un possibile rinvio dell’incontro di San Benedetto del Tronto, che in linea d’aria dista solo 60 chilometri dall’epicentro del sisma, questa possibilità per il momento è stata esclusa. La Figc ha disposto un minuto di raccoglimento su tutti i campi, nel prossimo week end, ma lo sport andrà avanti come da programma. Giusto o sbagliato che sia.
Qui Padova. Quattrocento chilometri più a nord, anche nello spogliatoio biancoscudato l’eco del sisma si è fatta sentire. E non solo per la preoccupazione, vera, nei confronti dei colleghi marchigiani ritrovatisi a convivere con il terrore: a casa di Matteo Dionisi, terzino biancoscudato, è stata vera paura. Il difensore reatino ieri mattina si è svegliato ignaro del fatto che, poche ore prima, il violento terremoto avesse devastato cittadine molto vicine ai suoi luoghi d’origine. Le telefonate e i messaggi carichi di timori sono partiti immediatamente, ma fortunatamente hanno avuto risposte positive: tutti i familiari di Dionisi, che vivono a Rieti, stanno bene. Il pensiero è poi corso anche a Sergio Pirozzi, che era stato suo allenatore ai tempi del Rieti, in Serie C2: oggi Pirozzi è sindaco di Amatrice, il paesino che ha pagato il prezzo più alto in termini di vite umane. Il messaggio di cordoglio inviato da Dionisi al suo vecchio maestro è arrivato subito, ma non ha avuto risposta. «Per solidarietà credo che dovrebbero fermarsi tutti i campionati, non solo le gare vicine alle zone terremotate», il pensiero del presidente del Padova Giuseppe Bergamin. «La scelta di non giocare dopo un evento così drammatico sarebbe condivisibile. Ma, se si giocherà, dimostreremo la nostra solidarietà dal campo». E la sensazione che la gara si disputi è stata confermata anche dal fatto che la Questura di Ascoli ieri ha stabilito i criteri per l’emissione dei biglietti per i tifosi padovani: i tagliandi per il settore ospiti saranno disponibili fino alle 19 di domani alla tabaccheria “Casa Fortuna” del centro commerciale “La Corte”, a Padova in zona Mortise. Il giorno della gara, quindi, i biglietti per il settore ospiti non saranno disponibili fuori dallo stadio. Ultimo test. E ieri pomeriggio, all’Appiani, per Brevi e la sua squadra è stato il momento delle prove generali. Con sei reti il Padova ha liquidato il Mellaredo, allenato dall’ex bandiera biancoscudata Franco Gabrieli. Le buone notizie sono arrivate da Alfageme, la cui intesa con Neto continua a migliorare, e da Altinier, quasi del tutto recuperato: per entrambi è arrivata una doppietta. Le reti di Neto, del giovane Barzon e del veneziano Biasiolo hanno fissato il 6-1 finale. (Da Il Mattino)

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