Torna a parlare Baraldi: “Il Padova può impensierire il Parma. E sul mio passato in biancoscudato…”

Torna a parlare Baraldi: “Il Padova può impensierire il Parma. E sul mio passato in biancoscudato…”

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«Sarà una gara tutta da vedere e aperta a qualsiasi risultato». A fare le carte alla sfida di sabato pomeriggio tra Parma e Padova è Luca Baraldi, dirigente in due diverse fasi degli emiliani e all’ombra del Santo per un anno e mezzo. Oggi gestisce progetti sportivi per il gruppo Segafredo, ma vivendo a Parma, conosce bene la situazione della locale portacolori e al tempo stesso ha avuto modo di seguire pure i biancoscudati. «Ho visto qualche partita del Padova in televisione e con la Reggiana la squadra mi ha ben impressionato sul piano della prestazione. Penso che possa impensierire questo Parma in maniera seria dato che gli emiliani a livello di gioco lasciano un po’ a desiderare, affidandosi spesso alle individualità per risolvere le partite».

Al Padova è approdato a inizio 2012, prima come consulente e nella stagione successiva come consigliere con delega all’area tecnica. «Credo che quella squadra abbia ottenuto molto meno di quanto potesse fare. C’erano giocatori come Farias, Babacar, Viviani, Rispoli, Ze Eduardo e Renzetti, poi sono arrivati Iori e De Feudis e per due terzi del torneo siamo stati in corsa per i play off. Se fossimo saliti in serie A, e quello era l’obiettivo pur avendo ridotto della metà il monte stipendi, il presidente Cestaro sarebbe ancora in società». E invece cosa è successo? «Tornassi indietro rifarei le stesse scelte, ma ho sbagliato due volte sulla conduzione tecnica, prima con Pea e poi con Colomba, più che altro per problematiche di integrazione all’interno dello spogliatoio e per questo mi assumo ogni responsabilità. Ricordo nelle fasi finali del torneo una bella vittoria a Verona. Le successive due gare dovevano lanciarci in alto, ma con il Vicenza perdemmo in maniera sfortunata dopo avere fallito numerose occasioni e con la Pro Vercelli, forse per limiti caratteriali, ci fu un disastro di prestazione e il giocattolo si ruppe».

Nel luglio 2013 c’è stata poi la cessione del Padova a Diego Penocchio. Secondo la Procura Federale, che ha deferito Cestaro e Gianluca Sottovia per la plusvalenza fittizia relativa alla cessione di Portin al Parma, il Padova si è iscritto al campionato di B 2013-14 senza averne i requisiti. Cosa risponde a chi dice che la vecchia società ha tirato un bidone all’imprenditore bresciano? «Non ho le carte su questa specifica vicenda, ma posso dire per certo che Cestaro ha versato oltre 100 milioni per il Padova, che ha fatto gli aumenti di capitali quando servivano e ha sempre messo soldi veri, senza dovere ricorrere ad artifici contabili. Sicuramente l’operazione non è stata fatta per sistemare il bilancio, lo ha dimostrato negli anni e penso che tutto questo sia un insulto alla sua persona». (Da Il Gazzettino)

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