Niccolini e il passato alla Florentia Viola: “Quante analogie con il Padova…”

Niccolini e il passato alla Florentia Viola: “Quante analogie con il Padova…”

Da ventenne di belle speranze a veterano della categoria. Con un filo conduttore comune. C’è qualcosa di speciale che lega l’avventura biancoscudata di Daniel Niccolini al suo inizio di carriera. Il difensore toscano, infatti, nella stagione 2002/03 ha giocato in serie C/2 nella Florentia Viola, vale a dire la squadra di Firenze rimessa in piedi dalla famiglia Della Valle dopo il fallimento della Fiorentina di Cecchi Gori. Lo stesso percorso seguito in questa stagione dalla Biancoscudati Padova di Bergamin e Bonetto. «Vedo tantissime analogie», confessa Niccolini. «La Fiorentina era fallita ed è ripartita dalla quarta serie, proprio come il Padova. Le difficoltà erano le stesse, forse all’epoca anche maggiori. Arrivai a Firenze dopo Ferragosto, e non c’era nemmeno il materiale sportivo per allenarsi. Il calore delle due piazze è lo stesso, anche se Firenze ha un bacino d’utenza diverso. Ma in entrambe le città i tifosi hanno reagito alle sventure con grande entusiasmo. Dal punto di vista del campo, la Florentia non partì bene e per vincere il campionato dovemmo compiere una grande rimonta, a Padova invece le cose si sono messe subito sui giusti binari». E forse anche per questo motivo Niccolini, la scorsa estate, non ha avuto dubbi ad accettare la chiamata della Biancoscudati dopo aver vinto il campionato con il Pordenone: «Non è stata una scelta facile, avrei voluto difendere la categoria conquistata in neroverde. Ma vedendo come si stava mettendo la situazione a Pordenone, quando sono stato contattato dal Padova, pensando a storia e tifo biancoscudati, ho accettato di tornare in D». Il difensore, a tal proposito, ha un sogno non troppo lontano: «A Pordenone, dopo la vittoria del campionato, è stato sfasciato tutto e le cose non sono andate molto bene. Sarebbe bello riuscire a fare la Lega Pro a Padova portando questo gruppo e questo entusiasmo. Ma intanto pensiamo a portare a casa questo campionato, poi ci sarà tempo per parlarne». Mancano ancora sette partite e Niccolini teme molto il prossimo impegno di sabato contro il Dro. «Non sarà facile, i trentini hanno assoluto bisogno di punti per evitare i playout. Verranno a difendersi, tutti dietro la linea della palla, e sarà dura. Non mi fido, anche perché sono reduci da una brutta sconfitta (5-1 in casa contro l’Arzignano, ndr) e vorranno rifarsi»

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