Padova, ora si pensa al futuro. Rebus Baraldi

Padova, ora si pensa al futuro. Rebus Baraldi

Da Il Mattino di oggi, editoriale di Stefano Edel:

L’ammissione di Marcello Cestaro, al termine di Padova-Novara, seppur tardiva, rende onore al presidente: «Ho sbagliato a mandare via Pea a suo tempo». Errare è umano, perseverare diabolico, recita il detto. Il punto è proprio questo: quarto campionato di B e le scelte dannose si sono ripetute. Non c’è la controprova, è vero, ma chissà dove sarebbe oggi la squadra biancoscudata se non ci fosse stata quella sciagurata decisione di esonerare a metà dicembre il tecnico di Casalpusterlengo per sostituirlo con Franco Colomba, persona degnissima e serio professionista, ma non un allenatore in grado di cambiare pelle ad un gruppo che aveva bisogno solo di essere tranquillizzato e non destabilizzato, ritrovando passo e mentalità dei primi tre mesi di campionato. Il passato è passato, purtroppo, e comunque con Iori e De Feudis in mezzo al campo, al posto di Nwankwo e Viviani (cresciuto, come si è visto, alla distanza, ma non un regista in grado di reggere una responsabilità così pesante come quella di guidare i compagni), si suona ben altra musica adesso. Intendiamoci, Pea non è un “mostro” di bravura che azzecca tutto – sabato, ad esempio, ha preteso troppo da se stesso con Cuffa piazzato al centro della difesa, mossa azzardata ed inefficace – però ha un pregio che nessun altro, prima di lui nell’ultimo decennio, ha saputo esibire con profitto: sa motivare i propri giocatori come pochi. Li carica (alle volte persino troppo) e li sprona a dare il massimo, pur non proponendo una manovra spettacolare, anzi. In più, altra qualità, è molto lucido nei cambi a gara in corso: contro i piemontesi si è corretto (per fortuna) e non ha esitato a giocarsi la carta Cutolo nella ripresa, mutando volto al Padova. Con la salvezza in tasca, e fatti i dovuti ragionamenti, da oggi in poi tiene banco il futuro. Societario e tecnico. Non c’è molto da aggiungere a quanto già scritto in sede di commento ieri, se non che la frase di Cestaro su Pea potrebbe valere già come una sentenza nei confronti di Baraldi: via Salvatori, che si è dimesso (ma noi continuiamo a pensare che sia stato “sacrificato”, adeguatamente indennizzato per questo, come capro espiatorio), il manager emiliano potrebbe uscire dall’orbita Padova a fine giugno. Non è detto, invece, che lasci la Unicomm, dove i rapporti all’interno della famiglia Cestaro sono piuttosto complessi: da una parte moglie e figli del cavaliere, oltre al fratello Mario, che spingono perché ci si liberi dell’onerosissimo impegno del calcio, dall’altra il solo Marcello che, orgoglioso com’è, non se la sente di mollare tutto, mancando nei confronti della città la promessa di riportare il biancoscudo in A. Soci nuovi? Difficile che spunti qualche personaggio inaspettato sulla scena, specialmente di questi tempi. Per cui i rapporti di forza si capiranno presto. Un’ultima cosa, non meno importante: se Baraldi rimarrà a Dueville, Pea se ne andrà. Questo è poco ma sicuro.

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