Padova, sognare è lecito: guarda il Carpi

Padova, sognare è lecito: guarda il Carpi

Una “quasi” promozione fatta in casa. Il sogno del Carpi sta per avverarsi e la larga vittoria sul Bologna di mercoledì sera ha certificato, semmai ce ne fosse stato bisogno, la leadership di una società che nel 2013 si è affacciata per la prima volta nella sua storia in serie B e che adesso sta per tagliare un altro storico traguardo sportivo: la serie A è a un passo, è solo questione di matematica. Con un investimento ridotto persino rispetto allo scorso anno, un monte stipendi che non arriva a quattro milioni, una proprietà tutta locale, una squadra formata da giocatori semisconosciuti che la serie A l’hanno vista solo alla tv, il progetto Carpi assume valore proprio per la sua semplicità e per le sue profonde radici nel territorio. Un progetto iniziato con il ripescaggio dalla D alla C/2 nel 2010. Una storia che fa sognare anche una società come il Padova, rinata dopo il disastroso epilogo dell’era Cestaro: i vari (ad esempio) Segato, Petrilli potrebbero essere i Pasciuti e Di Gaudio del Carpi che hanno scalato le categorie formando l’ossatura di un gruppo straordinario, dal dna vincente. Sognare è lecito.

Nella foto Lorenzo Pasciuti, al Carpi dal 2009

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