Padova-Union Ripa, Andreolla: “Biancoscudati galattici, bisogna giocarsela altrimenti ce ne fanno quattro”

Padova-Union Ripa, Andreolla: “Biancoscudati galattici, bisogna giocarsela altrimenti ce ne fanno quattro”

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Andreolla scalpita. Ha tanta voglia di giocare il numero dieci del Ripa Fenadora, che non scende in campo da tre settimane per le due domeniche di squalifica e lo stop forzato prima del derby a causa di un blocco intestinale che lo ha costretto ad andare al pronto soccorso due volte in tre giorni. «Adesso sto meglio», esordisce l’attaccante, che è tornato ad allenarsi ed è a disposizione per l’anticipo di domani contro la corazzata Padova all’Euganeo, «una rabbia incredibile saltare il derby per una cosa che non c’entra col calcio. Spero che il tecnico mi schieri perché un’occasione così, alla mie età poi, non credo capiti tante altre volte, in diretta Tv davanti a 4-5 mila persone. Ci terrei a giocare, poi è chiaro che sono a disposizione qualunque sarà la scelta tecnica».

Cresce l’attesa per la supersfida: «Emozione no, c’è la voglia di provare a fare qualcosa di importante», commenta Sandro Andreolla, «sappiamo che i Biancoscudati sono una corazzata che non c’entra niente con questa categoria. Noi andremo lì con la nostra umiltà a provare a tirare fuori qualcosa, che sia un punto o qualcos’altro. Non partiamo battuti, però sappiamo che è dura. Mi parlano talmente bene del Padova che trovare punti deboli è difficile. Forse sarà da attaccarli sugli esterni dove hanno i due terzini giovani. Non so se giocherà Salvadori (fresco di trasferimento per un incrocio dal sapore particolare, ndr), se scenderà in campo mi metterò io dalla sua parte e so dove fargli male: a parte gli scherzi, credo che i due terzini, chiunque giocherà, sono due giovani e potremo provare a insistere lì sulle fasce, perché per il resto sono una squadra galattica».

Il pericolo pubblico numero uno è il fantasista Cunico, in una sfida a distanza tra numeri 10, quello da tenere maggiormente d’occhio: «Ha sempre fatto serie B e C, tanto di cappello e tanto di osservato speciale», dice Andreolla, «il Padova ha il miglior allenatore della categoria, un fuoriclasse anche in panchina (Carmine Parlato, ndr) che, unito ai fuoriclasse che ci sono in campo, fa la differenza. Lo conosco, ci ho giocato anche contro, e lui ha vinto il primo campionato da allenatore a Rovigo nel 2004-05 quando ero a Tamai e noi arrivammo secondi».

Modulo: rombo o 4-4-2 sono le due soluzioni possibili. «In ogni caso dobbiamo andare con un atteggiamento non rinunciatario, perché se pensiamo solo a difenderci ne prendiamo tre o quattro», sottolinea Andreolla, «bisogna provare a imbastire qualcosa dal punto di vista offensivo. La squadra c’è, stiamo bene. Il pareggio nel derby ha dato una buona risposta a chi magari credeva che cedessimo tutto in un colpo».

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