Padova, urge rivoluzione dalle fondamenta

Padova, urge rivoluzione dalle fondamenta

Mai come in questi giorni Marcello Cestaro si è sentito così abbattuto per il calcio. Tradito da una squadra che non ha reso; deluso da un mondo avvelenato dalle scommesse; deluso da dirigenti che non hanno controllato una spesa societaria al di sopra degli standard; deluso probabilmente anche da una tifoseria sempre così poco disposta a digerire gli insuccessi sportivi. Eppure mai come adesso il presidente è di fronte ad una occasione storica: trasformare la sua azienda calcio dalle fondamenta: nella filosofia e nella struttura. La crisi economica coinvolge tutti, anche il calcio Padova: e le crisi servono per questo, per cercare nuovi modelli di crescita. Ci saranno stipendi da ridurre, cariche da alleggerire, ruoli da ridimensionare o eliminare. Una squadra sbagliata non ti cambia la storia: sono troppe le variabili legate alla rendita di un giocatore, sono troppe le variabili di una partita. Una struttura sbagliata, invece, pregiudica la continuità di un’azienda, il suo pareggio di bilancio e la sua sopravvivenza. Marcello Cestaro ha sempre cercato la soluzione immediata, il lancio di dadi fortunato che volesse dire promozione. Ha speso tanto. Oggi è costretto a pensare alla crescita equilibrata del progetto Padova: vuol dire programmazione. Martedì sera ci sarà il cda del Padova: se il presidente ne troverà la forza, da mercoledì si comincerà a costruire il nuovo Padova del futuro.

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