Perchè il Torino non vuole continuare la partita?

Perchè il Torino non vuole continuare la partita?

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Il commento di Leandro Barsotti su Il Mattino di oggi:

Una domanda gira in queste ore a proposito del comportamento voltagabbana del Torino: «Noi ci saremmo comportati allo stesso modo?». Voglio credere e sperare di no. Esiste, nel calcio, la necessità di ritrovare un nuovo atteggiamento di onesto fairplay. E’ un dovere, soprattutto se sei primo in classifica. Soprattutto se ti chiami Torino e indossi una maglia di grande tradizione popolare. Se fossi l’allenatore Ventura, sapendo che comunque sono primo in classifica, sapendo che comunque ho per le mani una corazzata, direi: andiamo a giocarci questi venti minuti, mettiamoli sotto, e dimostriamo all’Italia del calcio che siamo i numeri uno. Venti minuti sono abbastanza per vincere una partita. In venti minuti metti in campo una squadra feroce, con quattro punte, e schiacci sull’acceleratore. Fai l’impresona. Il Torino ha già dimostrato in altre occasioni che quando spinge davvero fa paura. Perchè allora nascondersi dietro le carte bollate? Il presidente Cairo, che con Cestaro ha avuto rapporti anche extracalcistici, per quale motivo adesso non parla da gentiluomo e invece si barrica in una stanza di avvocati ben pagati, solo per cambiare le carte in tavola (cioè quello che è successo e si è visto sul campo), e magari ottenere dei favori dopo aver giocato in modo inferiore? Direte: si sa, il calcio è vita, il calcio è società, e nella vita purtroppo sappiamo che ci sono i furbi, quelli che se possono trovare il modo di fregarti, stai sicuro che ti fregano. Ecco, è questa mentalità che il calcio dovrebbe combattere. Il Torino, con la sua grandezza, con la sua tradizione e con la forza di una classifica che ti tiene al sicuro, non può scivolare su questa decisione da piccoli uomini. Non ci credo che Ventura sia un allenatore così fragile. Non voglio credere che Cairo conduca il grande Torino in un tunnel di piccolezze. Venite a giocarvela, dimostrate chi siete.

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