Pescara-Padova, Cutolo: “Mai avuto contatti con Penocchio, non è vero che sono voluto andarmene a tutti i costi”

Pescara-Padova, Cutolo: “Mai avuto contatti con Penocchio, non è vero che sono voluto andarmene a tutti i costi”

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La squadra viaggia su ritmi forsennati, ma lui viene utilizzato con il contagocce. Aniello Cutolo, il colpo a effetto del mercato del Pescara, da qualche settimana ha perso il posto da titolare. Non gioca dall’inizio dallo scorso 17 novembre (Pescara-Ternana) e nelle ultime 4 partite è sceso in campo solo nei minuti di recupero a Lanciano. È dura stare in panchina, ma l’attaccante napoletano non si perde d’animo. «Restare fuori non fa piacere a nessuno», afferma Cutolo, «tuttavia, forse vi sorprenderò, sono sereno e anch’io mi sto godendo il momento magico della squadra. Per me sarà una sfida particolare, ho trascorso un periodo molto bello dal punto di vista personale. Conservo un buon ricordo di quella piazza, ma ora penso soltanto al Pescara». Meglio non fidarsi della squadra di Mutti, reduce da 5 risultati utili consecutivi (4 pareggi e una vittoria a Cesena). «La sua classifica è bugiarda. Il Padova ha tanti buoni calciatori e negli ultimi tempi si sta riprendendo, non con il ritmo nostro, però mi sembra che l’allenatore abbia trovato la quadratura giusta. Sarà una gara tosta, ma dobbiamo vincere per allungare la striscia positiva».Qualche giorno fa il presidente del Padova, Diego Penocchio, ha spiegato così la partenza di Cutolo: «Voleva andare via a tutti i costi da qui». La replica del 30enne campano: «Non mi risulta, non ho mai avuto contatti con la nuova proprietà e non ho mai parlato con Penocchio. In ogni caso, non vi nascondo che quando è si è concretizzata l’offerta del Pescara non ho avuto esitazioni ad accettarla. Era quello che volevo e sono qui con lo stesso entusiasmo con cui sono arrivato il 10 luglio: carico più di prima per giocarmi le mie chance. Non nutro rancore verso nessuno e non ho alcun rimpianto, voglio restare qua a lungo». Negli anni passati, grazie agli sforzi dell’ex patron Marcello Cestaro, i veneti hanno sempre costruito organici di elevato spessore non riuscendo però a ottenere grandi risultati. Nel suo Padova, due anni fa, c’erano calciatori del calibro di Pelizzoli, Perin, Schiavi, Bentivoglio, Cacia, Succi, Ruopolo e via discorrendo. In panchina c’era Dal Canto che nella sfida contro il Pescara di Zeman rimediò una batosta indimenticabile (0-6). «Era un Pescara devastante, anche se nessuno aveva pronosticato la promozione. Invece, quell’anno a noi sono successe tante cose, tra le quali lo scandalo del calcioscommesse. Negli spogliatoi si respirava un’aria pesante e in simili situazioni è difficile vincere. Eravamo partiti bene, ma dopo la sosta si è rotto qualcosa e la squadra non è riuscita a raggiungere il traguardo”. 

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