QUANDO IL PADOVA USCI’ TRA GLI APPLAUSI…

QUANDO IL PADOVA USCI’ TRA GLI APPLAUSI…

articolo di Stefano Volpe

Domenica sera, ore 20.45, diretta televisiva su Sky Sport 1 e radiofonica integrale su Radio Rai. Sono i crismi del grande calcio. Per la prima volta da quando aveva abbandonato la serie A i riflettori del calcio italiano sono puntati tutti sul Padova. La serie A non gioca, c’è la nazionale, la B torna la domenica e il posticipo di lusso è Lecce-Padova. I salentini sono primi, secondo copione, a 24 punti, la matricola biancoscudata insegue due lunghezze dietro e assapora la ghiotta opportunità del sorpasso nello scontro diretto. Sorpasso che non vorrebbe dire primo posto (l’Ancona il pomeriggio ha vinto e si è issata a 26), ma darebbe una certezza definitiva: questa squadra può stare fra le grandi. Carlo Sabatini ci crede, ha appena vinto la Panchina Doc come miglior allenatore del Triveneto, e in settimana sprona la squadra: “A Lecce andiamo per far punti, vogliamo essere protagonisti in questo campionato”. E infatti se la gioca per vincere, abbandonando il modulo conservativo da trasferta e proponendo le due punte più Rabito. Italiano zoppica ma va regolarmente in campo perché Patrascu si è stirato, manca solo Renzetti in Ungheria con l’under 21. Il primo tempo è una sofferenza, ma il Padova ha cuore e resiste, guadagnandosi anche l’occasione migliore che Rabito stampa sul palo. Ma va bene così e nella ripresa si parte a mille. 16 minuti e Jidayi raccoglie palla al limite dell’area esplodendo un bolide al volo che si insacca a fil di palo. È il tripudio, Padova in vantaggio, virtualmente secondo e con la gara in pugno. Passano due minuti e in un istante cambia tutta la storia di una stagione. Jidayi, sempre lui, ha la palla buona ancora sul destro. Il tiro è perfetto ma va fuori di un soffio. Fosse entrato avrebbe messo ko un Lecce allo sbando: 2-0 e Padova in paradiso. Invece esce, i giallorossi si riassettano, Cesar regala rigore e superiorità numerica. Dopo il pareggio di Corvia dal dischetto, l’uomo in più fa la differenza, Vives trova il 2-1 e per il Padova si apre l’autostrada verso l’inferno. I biancoscudati escono comunque fra gli applausi, forti di un ruolino di marcia che nelle 20 sfide di campionato prima del posticipo al Via Del Mare parla di 9 vittorie, 10 pareggi e 1 sconfitta. Era il 15 novembre scorso. Altre 20 sfide dopo il bilancio si è capovolto: 4 vittorie, 5 pareggi e 11 sconfitte. Da zona playoff a incubo retrocessione, da seconda miglior difesa del campionato a squadra senza una precisa identità. Da quel giorno il Padova ha raccolto appena 17 punti, nessuno, nemmeno la Salrnitana, ha fatto peggio. Un girone dopo Sabatini torna per la terza volta sulla panchina biancoscudata proprio contro la squadra che ha cambiato i destini di un’intera annata. Ma forse non della sua carriera, che vive inaspettatamente di un’altra chance. Anche se da quel 15 novembre tutto è cambiato. Meno una cosa: il Lecce è ancora primo.

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