Sala stampa Padova-Avellino, Serena: “Dispiaciuto e commosso. Non voglio fare lo scaricabarile”. E Mazzoni apre alla Lega Pro

Sala stampa Padova-Avellino, Serena: “Dispiaciuto e commosso. Non voglio fare lo scaricabarile”. E Mazzoni apre alla Lega Pro

Queste le dichiarazioni post partita.

Serena: Gli ultras? Non mi aspettavo che mi chiamassero sotto la curva, mi ha commosso e non è facile. Per me è stato un grosso dispiacere non essere riuscito a mantenere la categoria. Ho chiesto dignità e oggi significava solo impegno. Era un modo giusto di congedarsi dal campionato, anche se non cambia niente. Il punto perso in casa con il Cesena mi brucia perché è stato un errore di mancata posizione che ci ha fatto subire il rigore e poi i punti di Castellammare. In totale sarebbero proprio tre. Per me è stato un piacere allenare Cuffa, avevo cercato altre volte di rubarlo al Calcio Padova ma non c’ero riuscito. I giocatori del futuro? Dovete chiederlo al club. Quando mi hanno chiamato a febbraio non ci ho pensato un secondo, se mi chiedono qualcosa ora… Vedremo, forse sarebbe lo stesso. Penocchio ieri? Dispiaciuto come lo sono io e tante altre persone, ci parlerò visto che è stato il mio interlocutore fin dall’inizio. Col ds c’è stato un rapporto di lavoro. Leale? Di lavoro. È facile fare lo scaricabarile ma se siamo arrivati qui tutti hanno fatto degli errori e tutti dobbiamo assumerci le nostre responsabilità.

Rastelli: Mancavano sei titolari. Ho dovuto stravolgere un organico già risicato e loro dovevano giocare una partita d’orgoglio. Nonostante le attenuanti si poteva fare qualcosa di più, non abbiamo creduto nel miracolo. Dopo 42 partite le energie sono quel che sono ma dovevamo vincere. Abbiamo regalato i due gol e non abbiamo avuto la forza di riagguantarla. I risultati erano favorevoli a noi, quindi è un gran peccato. Non ho sentito il presidente.

Mazzoni: Ringrazio i tifosi, non voglio far polemica perché qui mi avete tutti fatto sentire importante. Il futuro? C’è bisogno di ragionare e il Padova deve ripartire. Quello che il Padova mi ha dato dal punto di vista umano è importante. Quando sono arrivato qui mi hanno detto che era una piazza che mangiava portieri. Penso però che quando uno si impegna e fa vedere che ci tiene la gente se ne accorge. Mio figlio ancora non dice ancora niente  ma purtroppo ci saranno gli almanacchi che ricorderanno questa retrocessione. Se c’è da pagare lo scotto della Lega Pro io sono disponibile, ci sarà tempo per parlarne. Non voglio parlare dello spogliatoio spaccato: io mi sono comportato come ritenevo opportuno. 

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