Sciarpate e cori, Chioggia biancoscudata. E i tifosi: “Venezia stiamo arrivando”

Sciarpate e cori, Chioggia biancoscudata. E i tifosi: “Venezia stiamo arrivando”

L’onda biancoscudata invade la laguna chioggiotta sin dalle prime ore del pomeriggio. Forse qualcuno è arrivato già al mattino e molti, di certo, si fermano a riempire i ristoranti di zona. Vittoria condita con una sana mangiata di pesce: il massimo per un padovano. I parcheggi, già un’ora e mezza prima, danno l’idea della scampagnata. Padova-Chioggia, tratta abituale delle domeniche estive padovane, stavolta diventa, dopo quasi 40 anni, un lungo serpentone per seguire una partita di calcio. Non c’è confusione, anche se la sensazione è che i tifosi bianscudati siano in numero superiore rispetto ai fatidici 480 biglietti messi a disposizione. Arriva anche qualcuno senza l’agognato tagliando, ma fuori dello stadio restano sì e no una trentina di persone. La tribuna est diventa una succursale della tribuna Fattori. Un piccolo bar improvvisato, all’angolo con la gloriosa ma chiusa curva sud, fa affari d’oro. In tribuna non c’è posto manco per uno spillo. Un mito del calcio locale come Franco Cerilli, si adopera nel commento tecnico televisivo: chissà se avrà tifato per i colori granata che lo hanno lanciato o se avrà avuto qualche sussulto al cuore ai gol biancoscudati. Le squadre entrano in campo accolte da una sciarpata di stampo anglosassone nella gradinata est. I cori si sprecano e la sonorità dell’impianto chioggiotto fa sembrare che gli spettatori siano molti di più. Ai gol si accendono anche un paio di torce ma nessuno ci fa caso. “Non sarete mai soli”, in stile Anfield e soprattutto “Venezia stiamo arrivando”, si canta a fine gara.

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