Si chiude come si era cominciato: Padova-Novara

Si chiude come si era cominciato: Padova-Novara

Siamo in finale. Il Padova si giocherà la serie A contro il Novara, che stasera ha pareggiato per 2-2 contro la Reggina. Si chiude così come si era iniziato il campionato, contro i piemontesi neo-promossi, guidati dall’ex Attilio Tesser e dal collaboratore Carletto Perrone (altra vecchia conoscenza padovana). Giovedì sera il primo atto all’Euganeo, domenica il ritorno sul sintetico del “Silvio Piola” a Novara. 180 minuti dividono i biancoscudati dalla serie A. L’ultimo sforzo per la favolosa truppa di Dal Canto.

Qui di seguito la cronaca da gazzetta.it dell’altra semifinale di oggi tra Reggina e Novara:

La favola del Novara sembrava finire sul più bello. La squadra che aveva dominato il girone d’andata dando spettacolo stava crollando all’appuntamento decisivo, sotto di un gol a un quarto d’ora dalla fine, peccando dell’inevitabile inesperienza da neopromossa con due fatali indecisioni difensive e un rosso al suo uomo più rappresentativo, Bertani. Complice una Reggina tosta e cinica, capace di colpire al momento giusto. Tutto ciò sembrava, appunto, perché una favola che si rispetti ha il suo bravo lieto fine, che qui si chiama gol di Rigoni al novantesimo. E si chiama finale dei playoff, con il vantaggio della miglior posizione in classifica, contro il Padova. Si parte e il copione di prammatica dovrebbe vedere una Reggina arrembante con il Novara a puntare su quel contropiede che soprattutto nel girone di andata è stato la sua arma in più. In realtà i padroni di casa, in formazione tipo, prendono da subito in mano il gioco, quasi fossero loro a dover recuperare. Nel giro di pochi minuti fioccano azioni e corner, fino al 7’, quando Marianini da destra trova Bertani pronto per una girata di testa che, leggermente sporcata da Adejo col corpo, finisce in rete, col vantaggio novarese che per calabresi diventa una voragine. Gli uomini di Atzori, schierati con il 3-5-2 (il trequartista Danti è in panchina) accusano il colpo e, adesso sì, devono vedersela con le ripartenze avversarie. Così per “Jimmy” Fontana, tra i pali per sostituire il nazionale albanese Ujkani, il lavoro non va al di là dell’ordinaria amministrazione. Solo verso la mezzora la Reggina inizia ad alzare il suo baricentro, e alla prima disattenzione della difesa azzurra passa (32’): cross dalla sinistra di Rizzato, testa di Bonazzoli e palla in rete angolata sul secondo palo. La reazione novarese c’è: prima una girata di Bertani su cui si supera Puggioni, poi ancora una respinta del portiere su cui si avventa ancora il centravanti ma finisce a terra, con l’arbitro che fa giocare tra le proteste. Ma al riposo si va sull’1-1.

Quando inizia la ripresa le squadre sono le stesse, ma più lunghe. Entrambe hanno bisogno del gol, e osano. La stessa Reggina mette paura con ripartenze “alla Novara”, mentre quest’ultimo ci prova prima con Motta (tiro ravvicinato ribattuto da un difensore) e poi col solito Bertani, che in tuffo di testa dal limite dell’area piccola manda alto un pallone peraltro non facile. Verso il quarto d’ora, però, inizia a farsi strada da ambo le parti la stanchezza, aumentano gli errori, la paura reciproca diventa palpabile e gli episodi scarseggiano. Una situazione che di fatto favorisce chi può permettersi il pari, cioè il Novara. Così Atzori cambia assetto inserendo un trequartista, con Sarno preferito a Danti. Effetto immediato: alla mezzora c’è una ripartenza calabrese, una respinta della difesa su cui si avventa Bonazzoli, destro preciso dal limite e 1-2. Il vantaggio reggino accende gli animi, a centrocampo c’è un principio di rissa con un rosso per parte, ma quello del Novara è particolarmente pesante perché riguarda Bertani, fino a quel momento tra i migliori. La Reggina insiste, è addirittura Adejo a impegnare al 40’ Fontana, che due minuti dopo si ripete su Rizzato. Poi però ecco quella palla vacante sull’angolo destro dell’area Reggina ed ecco lo splendido gol al volo di Rigoni: è l’apoteosi, con i diecimila del Piola in delirio

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