Ulivieri: “Calori ha una grande carriera davanti”

Ulivieri: “Calori ha una grande carriera davanti”

L’ex tecnico del Padova, da poco 70enne, parla dei biancoscudati sull’edizione odierna di “Leggo”

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La matematica non è un’opinione. E i numeri diventano la cartina di tornasole per spiegare la realtà. Servono a capire le cose e a inquadrare le situazioni. Il Padova è in serie utile da sette giornate. L’ultimo «miracolo» porta le sembianze del pareggio di Reggio Calabria. Vantaggiato che acciuffa la gara in pieno recupero, dopo che un rigore dubbio fischiato da Tozzi aveva messo la partita in salita. Un carattere che da tempo non si vedeva all’ombra del Santo.

Mai mollare. Il pezzo forte? La capacità di non mollare di un centimetro sino al fischio finale. Un tratto somatico che mette in luce anche Renzo Ulivieri, che della combattività ha aveva fatto un suo cavallo di battaglia. L’ex tecnico biancoscudato, fa le carte ad Ardemagni e compagni.

Lodi a 360°. «Seguo sempre il campionato di B e un occhio di riguardo ce l’ho per il Padova dove ho trascorso un periodo splendido – spiega il mister toscano, 70 anni appena compiuti -, a differenza delle stagioni scorse la squadra di Calori ha trovato la continuità. Significa un salto di qualità importante. Negli anni passati c’erano degli incomprensibili black out. Adesso le cose sono cambiate. Il torneo sta andando bene e Foschi ha assemblato in maniera ottimale i giocatori. E’ una formazione quadrata e pragmatica, organizzata bene da un tecnico che può far davvero carriera».

Forza. Insomma le differenze che a occhio nudo tutti i tifosi stanno notando, sono esaltate da Renzaccio. «Ho visto una squadra compatta e quadrata. Ha delle individualità interessanti, ma non è su queste che si basa. La forza è quella del gruppo. Prendete l’esempio di Succi. Dopo una simile perdita si potevano rovinare gli equilibri. Invece i biancoscudati si sono uniti, dando ancora di più per la maglia».

Play off possibili. Ulivieri non ha dubbi. «Sono un traguardo alla portata. Tutto si deciderà da fine febbraio in poi. Adesso il torneo prenderà un certo equilibrio e gli episodi potranno cambiare le situazioni. La vittoria esterna? E’ mancata, ma sono solo situazioni contingenti. Poi bisogna vedere un campionato nel suo complesso. Il Padova è in alto ed è questo che conta. Per la promozione diretta le cose sono ormai chiuse. Se la giocheranno Siena, Novara e Atalanta, anche se i bergamaschi sono di un altro livello e la serie A possono solo perderla».

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