VICENZA-PADOVA, LE PAGELLE

VICENZA-PADOVA, LE PAGELLE

Agliardi s.v.: Rientra in campo, ma non avrebbe faticato meno a stare in panchina. Spettatore, molto probabilmente annoiato.

Darmian 6: Attento dietro, troppo timido quando prova a sganciarsi in avanti.

 

Gasparetto D. 6: Tradisce inizialmente qualche incertezza, inevitabile dopo il lungo periodo ai margini del terreno di gioco. Si assesta col passare dei minuti e tiene bene il campo, complice lo sterile attacco vicentino. Esce coi crampi.

Dal 33′ st Faisca 6: Stoppa una conclusione di Margiotta, unica parvenza d’azione offensiva nel finale.

Cesar 6: Nervoso all’avvio, fa il suo concedendo qualche punizione di troppo.

Giovannini 6: Si applica in un ruolo non suo, chiudendo bene la fascia ma palesando inevitabili limiti in fase di spinta.

 

Cuffa 6: Non è la solita molla impazzita pronta ad aiutare la difesa e inserirsi in avanti. Bada solo a tenere la posizione.

 

Patrascu 6: Troppa lentezza nella manovra e qualche errore nei passaggi. Ma si sbatte, almeno per un’ora, per provare a cucire il gioco.

Jidayi 6: La speranza è che torni il carrarmato d’inizio stagione. Per ora i tifosi si accontentino di vederlo in campo in una forma quantomeno accettabile.

Dal 17′ st Bovo 6: Entra nel momento in cui le squadre smettono di giocare.

Bonaventura 6,5: L’unico che si stagli dallo sconfortante grigiore generale provando ad accelerare, saltare l’uomo e mandare in porta i compagni. Ci riesce a tratti, ma se questa squadra vuol provare a salvarsi non può fare a meno della sua freschezza.

Vantaggiato 5,5: Forse meriterebbe un voto anche più basso per i tantissimi errori commessi e la sufficienza con cui tenta certe giocate irritanti. Ma almeno ci prova, al contrario di quello che fanno i compagni dopo la sua uscita.

9′ st Rabito 6: Si dà da fare quando entra, ma è talmente poco assistito che sembra anche perdere la voglia di sbattersi.

 

Di Nardo 6: Eletto migliore in campo a fine match per l’impegno costante che ci mette fino all’ultimo. Corre, difende palla, prova a saltare l’uomo. Ma è troppo solo lì davanti.

 

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