Cittadella, la notte pazza dei ragazzi del pullmino: “Ci riconoscono in giro per l’Italia, per noi è un sogno”

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Sono le tre, è notte fonda sull’A1. Il pullmino bianco mette la freccia verso un autogrill, appena fuori Roma. Poi è un attimo: tavolino da pic-nic di ordinanza, pane, soppressa, musica a palla e balli sfrenati (guarda il video). Il ritornello “Andiamo a comandare” interrompe la monotonia del suono delle macchine che sfrecciano. Sono i ragazzi del pullmino, i mitici tifosi del Cittadella che dall’anno scorso, stagione trionfale, seguono il Cittadella in giro per l’Italia: Bari o Avellino? Poco importa. Si macinano chilometri inseguendo un sogno. E ormai tutti, nella cittadina murata, li considerano degli amuleti. Sono sempre in 9, di ogni età. C’è uno zoccolo duro formato da Bepi Ferronato (l’autista, storico supporter sempre in prima linea), Stefano Albertin (il mitico speaker), Silvia (l’anima del gruppo, la lancia cori sia durante i viaggi che allo stadio), Giampaolo detto Leoni di Lernia e Franco. A loro si aggiungono spesso altri tifosi, tra cui anche un bimbo, Lorenzino, tifoso sfegatato dei granata. “In giro per l’Italia ci fanno i complimenti – ci spiegano – ormai ci riconoscono e ci chiedono se vogliamo andare in serie A. Noi non ci pensiamo, ci divertiamo un sacco e sosteniamo i nostri eroi. E poi ormai è certo: portiamo bene”. Anche le otto ore di viaggio, ieri per raggiungere Avellino, sono praticamente volate. Al Partenio, ammutolito, sono stati gli unici a esultare al fischio finale. I giocatori li conoscono uno a uno e a fine partita li vanno sempre a ringraziare. Un po’ visionari e un po’ folli lo sono anche loro, i ragazzi del pullmino, proprio come Pascali e compagni, che continuano a stupire l’Italia calcistica.

 

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