L’arbitro Chiffi: “Var? Grande opportunità che i colleghi più anziani ci invidiano. Lo Juventus Stadium mi ha impressionato”

“La prima partita a Terranegra, avevo 18 anni. Si arriva in serie A con voglia di mettersi in discussione e sacrificarsi per altre cose. Bisogna avere anche un po’ di fortuna, è chiaro”. Così l’arbitro padovano Daniele Chiffi, da giugno scorso promosso in serie A, oggi insignito del diploma di “Padovano Eccellente” a Palazzo Moroni. “Tendo a parlare con i giocatori per quanto possibile – ha detto Chiffi ai giornalisti – non sono duro e autoritario, cerco la via del dialogo. Consiglierei a qualsiasi ragazzo giovane di fare questo percorso: il fatto di rapportarsi con giocatori di età diverse ti mette di fronte a responsabilità, ti fa crescere prima. Var? Per noi arbitri di A è una grossissima opportunità, quando parli con arbitri degli anni passati spesso ti dicono che sono ricordati per un singolo errore commesso. Con la Var si può correggere una valutazione sbagliata sul terreno di gioco, poi è chiaro che in certi episodi con margine di discrezionalità ci sono valutazioni diverse. Lavoriamo per avere una linea comune per leggere i vari episodi. Arbitrare in A? Sicuramente è una categoria e un ambiente a sé, per livello di gioco e visibilità. Basta vedere quanto spazio hanno le partite della massima serie, giustamente o meno. Padova e Cittadella? Ho avuto l’opportunità di vedere i biancoscudati a inizio stagione con il Venezia, ma tra raduni e campionati è difficile. Un’annata negativa non macchia la storia gloriosa di questa società, dispiace molto comunque vedere l’attuale posizione di classifica. La mia compagna è arbitro (Elena Lunardi, serie A2 di calcio a 5, ndr), spesso anche a casa parliamo di partite e soprattutto posso guardarmi senza problemi una partita in tv… Per altre coppie è più difficile diciamo”. Poi una battuta sugli stadi: “Fino adesso lo Juventus Stadium è quello che mi ha colpito di più, ma mi manca San Siro. L’Olimpico di Roma è molto grande, ma la pista toglie un po’ l’effetto del pubblico”.

Guarda l’intervista integrale nel video qui sopra

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