Da buon centrocampista di Eccellenza a ottimo portiere di futsal: l’ascesa di Bastini

di Redazione PadovaSport.TV

In genere è raro che un calciatore di calcio a 11 passi al futsal, è invece assolutamente insolito che un buon centrocampista di Eccellenza riesca a diventare un ottimo portiere del calcio indoor: Andrea Bastini ha sfatato questo mito. Il 32enne portiere del Bernardinello Petrarca, infatti, ha deciso di fare questa scelta 10 anni fa, quando un grave infortunio al ginocchio gli aveva fatto perdere la voglia di tornare a giocare (all’epoca militava nel Noventa in Eccellenza). Da lì un faticoso recupero e, un anno dopo, le prime apparizioni da portiere di calcio a 5 con la squadra universitaria, spinto da alcuni amici. La passione verso questo nuovo sport l’ha portato a partire dalle serie regionali (C/2), fino ad arrivare al palcoscenico della Serie A/1. In mezzo tutta la trafila in C/1, B e A/2, con il primo campionato in massima serie disputato la scorsa stagione assieme al Real Arzignano, di cui è risultato uno dei migliori elementi nonostante la retrocessione. Mister Giampaolo, che già ne aveva apprezzato le doti due anni fa in B, l’ha rivoluto con sé e la scelta sta pagando: mancino vellutato, rilancio preciso e reattività tra i pali fanno di Bastini uno degli estremi difensori più completi della categoria.

Andrea, per lei si parla di un ritorno al Petrarca dopo l’esperienza in cadetteria nel 2017/18. Come ha vissuto la nuova chiamata?
«Tornare a Padova mi ha reso orgoglioso, ringrazio la società e il mister per aver puntato nuovamente su di me. Per me che sono nato e cresciuto in questa città non potrebbe essere altrimenti, ora spero di contribuire a scrivere pagine di storia per la gloriosa realtà petrarchina.»

Un arrivo tardivo nel futsal, ma già colmo di soddisfazioni. Quanto è servita la gavetta?
«Tantissimo, partire dal basso ha contribuito a farmi crescere sotto tutti gli aspetti, permettendomi di imparare senza frenesia. A 21 anni, dopo l’infortunio, avevo perso la passione, decidendo di appendere gli scarpini al chiodo. Il destino ha poi fatto sì che la mia strada e quella del calcio a 5 si incrociassero: ora mi godo una Serie A/1 toccata per la prima volta a 31 anni.»

C’è un prototipo di portiere a cui si ispira?
«Cerco di prendere il meglio da fenomeni come Miarelli e Mammarella, la scuola italiana è tra le migliori al mondo ed è studiata anche all’estero. Il mio passato da calciatore di movimento, poi, mi aiuta ad essere un portiere moderno, con un buon piede e anche con qualche gol nel repertorio (gran realizzazione contro il Lido di Ostia, ndr).»

Intorno al Bernardinello si respira tanta ambizione. In spogliatoio ne siete consapevoli?
«Certamente, non ci nascondiamo. La società si è mossa molto bene in estate, portando a Padova giocatori del calibro di Rafinha, Mello, Fornari e tutti gli altri. Parliamo di elementi abituati a vincere titoli, il campo ci dirà dove possiamo arrivare: l’obiettivo minimo sono i playoff, sia in campionato che in Coppa Italia.»

Venerdì c’è il Pesaro, campione d’Italia in carica. E’ la sfida giusta per testare le vostre potenzialità?
«Incontriamo una corazzata costruita anche per provare a giocarsela in Champions League. Scenderemo in campo con umiltà, ma anche con tanto coraggio: conosciamo la nostra forza e vogliamo che anche i nostri avversari comincino a rendersene conto.»

Da Il Mattino
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