Italian Coffee Petrarca, Morlino: “Ci aspetta un grande lavoro”

Italian Coffee Petrarca, Morlino: “Ci aspetta un grande lavoro”

di Redazione PadovaSport.TV

Sono arrivate le notizie, negli scorsi giorni, delle prime uscite dei giocatori dall’Italian Coffee Petrarca. Il Club ha salutato sulla propria pagina facebook Fabricio Urio, Vinicius Sardella e Sebastiano Beretta, che il
prossimo anno non faranno parte della squadra. “Non saranno i soli a lasciarci, nei prossimi giorni ci saranno altre notizie in questa direzione. Il club sta vivendo un momento di profondo rinnovamento che riguarda anche la composizione della squadra – ha affermato il presidente del Petrarca Paolo Morlino – Ringrazio tutti i ragazzi che hanno fatto parte della prima squadra, impegnata nel Campionato di Serie A per la prima volta dopo 16 stagioni. Grazie ai loro sforzi abbiamo conquistato la permanenza nella categoria”. In effetti non è chiaro cosa deciderà la Federazione, ma la salvezza del Petrarca è certa. “Siamo quint’ultimi, per cui siamo certamente fuori dai discorsi che potrebbero interessare, per la retrocessione, le ultime 3 oppure le ultime 4 – prosegue Morlino – Devo dire però che sono sorpreso che la Federazione non abbia ancora trovato una quadra definitiva per venire a capo della questione delle promozioni e delle retrocessioni. Mi pare che il tempo a disposizione degli organi federali per prendere tali decisioni non sia certamente mancato”. Una delle ipotesi è quella che prevede che il prossimo campionato di Serie A sia a 20 squadre, bloccando le retrocessioni e garantendo le promozioni dalla serie A2. “E’ un ipotesi concreta, poi bisognerà capire se tutte le 20 aventi titolo procederanno all’iscrizione – prosegue Morlino – Credo che ci potrebbe essere qualche defezione e quindi che il numero di 20 partecipanti sia difficilmente realistico. Però lo capiremo nelle prossime settimane”. Si era parlato, in effetti, anche della ipotesi di dividere la Serie A in 2 gironi. “Se ne sono sentite tanti in questi mesi – afferma Morlino – Sono certo che la rinnovata governance della Divisione Calcio a 5, superato lo stallo degli ultimi mesi della gestione precedente, saprà dare risposte alle società quanto prima, su tutte le principali tematiche sul tavolo. Nello specifico credo che la suddivisione della Serie A in 2 gironi possa essere affascinante ma difficilmente praticabile”.
Si è parlato anche di maggiore di visibilità per il calcio a 5, su Rai e Gazzetta dello Sport. “Il tema della visibilità è essenziale. Anche qui, superato lo stallo della gestione precedente, sono certo che l’attuale governance della Divisione Calcio a 5 saprà fare la sua parte nella maniera più idonea alle esigenze del calcio a 5, con particolare riferimento alla Serie A maschile”. Tornando alla squadra, sono stati fatti i primi nomi in uscita ma non in entrata. “Siamo in una fase preliminare. Bisogna prima definire i budget e ci stiamo lavorando sopra da settimane. Quando avremo le idee più chiare su questo tema potremo procedere. Ci piacerebbe fare una squadra in grado di competere per l’accesso ai Play-Off e alla Final Eight di Coppa Italia. Però deve essere chiaro che questi sono gli obiettivi di tutte le squadre del campionato e anche che ci sono 5-6 super-squadre già allestite. Per cui i posti per inserirsi in questi discorsi sono davvero pochi. Per farcela bisognerebbe avere le idee chiare già adesso, altrimenti poi si perdono delle opportunità e diventa difficile colmare il gap più avanti”.
Cos’è mancato lo scorso anno per arrivare a questi traguardi? “Lo scorso anno siamo partiti con obiettivi più minimali. La sola permanenza nella categoria era, visto il budget raggiunto, l’obiettivo concretamente raggiungibile. Ringrazio ovviamente tutti i nostri sponsor e sostenitori, che ci hanno permesso di creare le condizioni finanziarie per potercela fare. Il cammino non è stato semplice, siamo partiti bene, ma poi abbiamo trovato qualche difficoltà. Detto questo, bisogna comunque dire che siamo stati quasi sempre sopra la zona play-out durante l’intero cammino della stagione, ed anche nonostante la serie di sconfitte della parte conclusive non siamo mai sprofondati in zona retrocessione, stando davanti a compagini con budget più significativi del nostro”. Cosa potrebbe fare la differenza quest’anno? “Lo scorso anno siamo partiti con un organico a cui mancava qualcosina all’inizio. Bisognerebbe comporre l’organico in maniera più completa già all’inizio. La qualificazione per la Coppa Italia si ottiene in base alla classifica del girone di andata, quindi se si parte lenti non ci si arriva. Per i play-off vale lo stesso concetto. E’ come se si trattasse di 2 differenti campionati, girone di andata e girone di ritorno. Ovviamente la premessa è che bisogna avere le risorse adeguate”. La crisi economica incombente potrebbe però avere impatto sul calcio a 5. “Gli organici delle prime 5-6 dicono il contrario, per loro non c’è questo problema. Per arrivare alle Finali di Coppa Italia bisogna arrivare tra le prima 8, quindi, tolte quelle 6 di cui parlavo, i posti realmente disponibili sono davvero esigui. E alle Finali di Coppa ci vogliono arrivare tutti, perchè si tratta di un bellissimo evento, con palazzetti pieni e tanta televisione. Ripeto lo stesso ragionamento per i Play-Off. Tutti ci vogliono arrivare. In quella fase si riempiono i palazzetti, le gare vanno in televisione, c’è più interesse. Chi non vorrebbe esserci? Però anche per i play-off i posti sono solo 8. Togli le prime 6, i posti a disposizione delle squadre normali sono solamente 2. Quindi è durissima”.

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