OLTRE i 90′ | Le delusioni calcistiche nella storia del Padova

A spasso tra i ricordi di un giovane tifoso degli anni ’90

di Giacomo Stecca

Qualche settimana fa, perdendo per 3 a 0 col Modena fuoricasa, Il Padova aveva buttato, quasi certamente, alle ortiche il faticoso lavoro di parecchi mesi. Quel quasi “certamente” è diventato una cruda realtà nel tardo pomeriggio di Domenica. Pur vincendo, allo stadio Euganeo, contro la Sanbenedettese, i ragazzi allenati da Mister Mandorlini non sono riusciti ad acciuffare la serie B diretta, in virtù del risultato positivo ottenuto a Salò dal Perugia. Il Grifo, che un mese e mezzo fa sembrava del tutto estromesso dalla lotta al vertice, ha così confezionato un piccolo capolavoro e guadagnato la serie cadetta all’ultimo respiro.

I grifoni sono arrivati a terminare il Campionato con 79 punti all’attivo. Come il Padova d’altronde, ma avendo dalla propria parte gli scontri diretti. Per i padovani, oltre al danno, la beffa. Parlando di danni e di beffe, devo dire che nei miei quasi 27 anni di tifo biancoscudato ne ho viste parecchie. Penso al mio primo Campionato in assoluto, correva l’anno 1995 e all’ultima giornata di serie A, il Padova poteva accontentarsi di due risultati su tre disponibili per salvarsi in maniera tranquilla nella sua prima stagione in massima serie dopo 32 anni. Non fu così. Vero che l’incontro si disputava a Milano in un certo stadio “Giuseppe Meazza”, vero che l’Inter si giocava l’ingresso in coppa Uefa, ma l’essere passati in vantaggio al ventesimo minuto e l’essere sull’1-1 al novantesimo faceva ben sperare. Invece durante il recupero Marco Delvecchio decise di fare il guastafeste e mandò, con un fulmineo colpo di testa, i biancoscudati all’inferno dello spareggio. Una gara secca contro il Genoa per rimanere nella serie “regina”. Quella volta per fortuna, nel match di Firenze si sistemo tuttò, e ci salvammo grazie anche a San Michael Kreek, ma purtroppo non funziona sempre così.

La seconda beffa calcistica, in ordine di tempo, che io ricordi risale a qualche anno più tardi: sabato 3 aprile 1999. Data infausta. Il Padova sconfisse per due reti a zero il Varese, ma perse la partita a tavolino per colpa di una sostituzione, operata dall’allenatore Adriano Fedele e dai suoi collaboratori, che non si sarebbe dovuta compiere. Al quarantaduesimo minuto del secondo tempo Il Mister di Udine sostituì Barone con Landonio, togliendo così l’ultimo classe ’78 in campo. L’inghippo sta nel fatto che per regolamento, a quel tempo, negli undici uomini in campo ci dovesse per forza essere un ventunenne . Oltre a rendere ridicola la società Calcio Padova davanti a tutta l’Italia calcistica quel cambio ci costò la gara, ci portò a giocare fine Campionato i playout contro il Lecco e infine all’inaspettata e assurda retrocessione in serie C2. La terza in tre anni sotto la gestione Viganò. Un incubo degno del miglior Dylan Dog.

Un’altra situazione molto più recente che mi sento di annoverare tra la lista delle beffe è quella della stupenda promozione in serie B del 2018 (vincendo Campionato e Coppa Italia di serie C). Una cavalcata trionfale che ebbi la fortuna di immortalare fotograficamente passo per passo, seguita però da un’imminente retrocessione rimediata nel Campionato successivo. L’amaro in bocca lasciato da quella stagione, in cui ci si poteva finalmente togliere delle soddisfazioni e invece si retrocesse senza mai lottare veramente, lo percepisco ancor’oggi. Sarà sicuramente vero il detto secondo cui “le delusioni fanno parte del gioco” ma da tifoso patavino ne ho viste e vissute talmente tante che, anche una gioia ogni tanto penso non farebbe poi così male.

Tornando ai giorni nostri, la cosa che più brucia della mancata promozione diretta in questo campionato 2020-2021 è il fatto che la squadra di Mandorlini aveva ed ha tuttora un potenziale di altissimo livello e soprattutto quello di essersi trovati, a poche giornate dalla fine, con 6/7 punti di vantaggio dalle inseguitrici, dilapidando tutto in malo modo con una serie di partite scellerate. Adesso comunque l’importante è non piangersi addosso e ricompattarsi, perché mancano un paio di settimane all’inizio dei playoff e anche se la delusione per il non aver centrato la promozione diretta in B può essere un macigno gigantesco da sopportare, bisogna pensare in positivo e scrollarselo velocemente di dosso. Alla fine se ci si riflette bene, il Padova ha fatto un campionato più che soddisfacente, arrivando a conquistare ben 79 punti in un girone e in una categoria molto complicati e, soprattutto, l’ha fatto a pari merito con una corazzata come quella degli uomini di mister Caserta.

Da amante dei ricordi, spero vivamente che questa beffa assomigli molto a quella subita quel 4 giugno 1995 alla Scala Del Calcio contro l’Internazionale di Ottavio Bianchi. Speriamo che i ragazzi guidati da capitan Ronaldo capiscano l’importanza di portare lo Scudo sul Petto e la necessità che ha la città del Santo, assieme ai propri tifosi, di vederlo sfilare su palcoscenici molto più prestigiosi rispetto a quello di una serie C che oggi più che mai ci va davvero molto stretta.

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