PADOVA PIENO DI TALENTO, IL CITTADELLA SFIDA LA SORTE
Il mercato estivo dura due mesi pieni, siamo a metà. E' già il momento quindi di dire qualcosa sui movimenti delle nostre due padovane, Padova e Cittadella, pur sapendo che ogni giudizio definitivo va rimandato al gong finale.
Cominciamo con il Padova. I biancoscudati il colpaccio lo hanno fatto prima dell'inizio del calciomercato, con l'arrivo di un grande condottiero, Rino Foschi. Tutti i fari sono (e saranno) puntati su di lui. Un personaggio carismatico ed esperto che ha relegato in secondo piano la figura dell'allenatore, Alessandro Calori, considerato quasi una proiezione sul campo del dirigente cesenate. Mi viene da dire che siamo in buone mani e che il Padova che sta prendendo forma è un Padova pieno di talento. Foschi conosce bene le ultime tendenze del mercato in serie B: per allestire una buona squadra senza spendere una fortuna è necessario puntare sugli elementi più interessanti delle grandi Primavere (Inter, Milan, Fiorentina, Juve, Roma, Atalanta), con qualche giocatore di esperienza (che il Padova ha già in rosa comunque, pensiamo a Italiano o Di Nardo). Una decina di anni fa le squadre di B erano imbottite di giocatori in fase calante, che dalla serie A scendevano senza più stimoli e senza troppo fiato alla ricerca degli ultimi stipendi dorati. Ora che la tendenza è cambiata la differenza la fa chi sa pescare bene dai vivai più blasonati. Da questo punto di vista Di Gennaro è un gran colpo, Legati ha già un buon numero di presenze in B, El Shaarawi ed Esposito sono più delle scommesse. La ventata esterofila ha portato anche i brasiliani Vicente e Ronaldo, più lo spagnolo Crespo: tanta qualità in organico. Il colpaccio lo aspettiamo in attacco (lì bisogna per forza spendere, altrimenti si rischia troppo). Se dovesse arrivare un attaccante con i fiocchi, possiamo stare tranquilli e aspettarci una stagione sopra le righe. Vediamo anche come riuscirà Foschi a sfoltire la rosa, compito difficile viste alcune situazioni.
Passiamo al Cittadella. Dopo le dichiarazioni di Gabrielli, probabilmente dettate dall'entusiasmo del post-playoff (disse: "Teniamo tutti, vogliamo ripuntare alla serie A"), abbiamo assistito ad un autentico smantellamento della rosa. La coppia centrale difensiva è partita in blocco, Pettinari, Ardemagni e Iunco (quasi tutto il potenziale offensivo, con l'eccezione di Bellazzini) hanno fatto le valigie. Dei big è rimasto, per ora, solo Bellazzini. Sono arrivati Arma (deve ancora dimostrare il suo valore in serie B), Perna (altra scommessa) e Gabbiadini (talento cristallino, ma giovanissimo). In difesa Scardina e Gasparetto, assolutamente imparagonabili a Cherubin e Pesoli, a centrocampo Di Roberto (ottima stagione in Lega Pro, debuttante in B). Insomma, Marchetti ha voluto ancora una volta sfidare la sorte. Fino adesso ha sempre avuto ragione, ma sarà sempre così?
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